fbpx Uccelli migratori in difficoltà | Page 11 | Scienza in rete

Uccelli migratori in difficoltà

Primary tabs

Read time: 1 min

Non ci sono più le vecchie stagioni. L'obsoleto detto vale anche per gli uccelli migratori. Secondo uno studio internazionale, coordinato da Nicola Saino dell’Università Statale di Milano, i cambiamenti del clima inciderebbero in maniera assai significativa sulla sopravvivenza degli uccelli migratori. La ragione sembrerebbe essere l'incapacità dei volatili nello stare al passo con la sempre più anticipata primavera nell'Europa settentrionale. Lo studio è stato da poco pubblicato dalla rivista Proceedings of Royal Society.

L'indagine ha riguardato 117 specie di uccelli migratori che sono soliti effettuare uno spostamento stagionale dall’Africa o dall’Europa meridionale verso l’Europa del nord. Negli ultimi decenni la data della migrazione primaverile ha subito un graduale anticipo di circa 1-3 giorni ogni 10 anni. Ciò ha messo in crisi molte specie andando ad influenzare negativamente l’accoppiamento e il reperimento del cibo mettendo così a rischio molte specie di uccelli canori e di uccelli acquatici.

Nonostante gli uccelli migratori abbiano iniziato ad anticipare gli spostamenti, l’effetto dell’anticipo della primavera procede con una marcia più spedita. Questo comporta che alla fine della migrazione gli uccelli sono esposti a un clima tipico da primavera in fase avanzata che influisce negativamente sulla riproduzione e sopravvivenza della specie.

Proceedings of the Royal Society of London (2010) doi: 10.1098/rspb.2010.1778

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Lavorare stanca, al caldo ammazza

Mentre il caldo estremo diventa la norma, il lavoro all'aperto resta uno dei fronti più esposti e meno tutelati. In Italia ogni anno migliaia di infortuni sono attribuibili alle alte temperature, e ogni estate porta con sé la conta dei braccianti e degli operai morti sotto il sole. Qualcosa si muove: ordinanze regionali, un protocollo nazionale, una piattaforma di previsione del rischio che funziona. Ma in Italia la prevenzione resta a macchia di leopardo e senza una legge che la renda obbligatoria ovunque. Illustrazione prodotta con Claude.

Il 19 luglio 2025 Naceur Messaoudi, bracciante di 57 anni, è morto mentre raccoglieva cocomeri nelle campagne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Pochi giorni prima un altro bracciante era morto in un agrumeto del Cosentino, un terzo in una serra del Casertano. Il 25 luglio, in Sardegna, l'operaio antincendio Gianfranco Incollu ha perso la vita mentre lavorava tra le fiamme a Jerzu, con temperature che hanno toccato i 48 gradi. Sono solo alcuni dei casi che le cronache e i sindacati hanno raccolto durante l'estate.