fbpx Un Troiano anche per la Terra | Scienza in rete

Un Troiano anche per la Terra

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'attenta analisi dei dati raccolti dall'osservatorio orbitante WISE ha permesso di individuare 2010 TK7, il primo asteroide “Troiano” del nostro pianeta; una presenza spesso ipotizzata, ma che solo adesso si concretizza.

Anche la Terra, dunque, può vantare di possedere almeno uno di quei compagni di strada che nel 1772 il matematico Joseph-Louis Lagrange ipotizzava potessero esistere stabilmente lungo l'orbita di un pianeta, precedendolo e seguendolo di 60°. Perché l'idea di Lagrande si trasformasse da curiosità matematica a situazione reale, però, si dovette attendere il 1906 e la scoperta di Achille, il primo Troiano di Giove (oggi se ne conoscono oltre 4800). Oltre che per Giove si conoscono Troiani anche per Marte e Nettuno, ma le ricerche per vedere se anche la Terra avesse simili compagni di strada non avevano portato finora nessun risultato.

Esaminando i dati dell'osservatorio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer), Martin Connors (Athabasca University – Canada) e i suoi collaboratori hanno però individuato due possibili candidati, uno dei quali – 2010 TK7, appunto – è stato poi confermato grazie alle osservazioni al CFH Telescope alle Hawaii. Alla scoperta è stato dato notevole risalto, tanto che il numero di Nature su cui Connors ha pubblicato l'annuncio gli dedica la copertina.

Il corpo celeste, le cui dimensioni vengono stimate intorno ai 300 metri, occupa quello che viene definito punto lagrangiano L4, cioè precede la Terra nella sua orbita di circa due mesi e l'analisi dinamica ha mostrato che la sua orbita è rimasta stabile per almeno dieci mila anni.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Padri assenti per legge: cosa perdiamo senza congedi più lunghi

mano paterna e piede di neonato

Congedi sbilanciati tra madri e padri producono effetti che vanno oltre il singolo individuo: incidono sullo sviluppo di bambini e bambine, sull’occupazione femminile e sulla natalità. Il coinvolgimento dei padri, ancora tenuti in disparte, in Italia, dalla cura quotidiana dei figli, genera benefici a cascata che non possiamo continuare a ignorare.

«Miglior sviluppo cognitivo, ma soprattutto socio-relazionale: aumentano le competenze sociali, la capacità di stare con gli altri, di interagire, di costruire relazioni». Ecco quali sono i vantaggi per bambini e bambine che, fin dalla nascita, hanno la possibilità di costruire una solida relazione anche con il loro papà, racconta Alessandro Volta, pediatra neonatologo e membro dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP).