Saranno quindi quattro, a quanto pare, le centrali nucleari che l’ENEL realizzerà in Italia – la prima entro il 2020 - con la collaborazione dell’EDF francese. Quattro centrali da 1,6 GW di terza generazione, con un consumo previsto di 30 tonnellate annue di uranio arricchito, e relative scorie.“Mi auguro che entro metà aprile il provvedimento ora in discussione al Senato diventi legge” ha dichiarato il ministro Scajola. “In quel disegno di legge ci sono tutte le procedure del rientro dell’Italia nel nucleare.
Secondo gli ecologisti democratici (Ecodem) “Occorre maggiore serietà e competenza per informare i cittadini e l’opinione pubblica sui reali costi e benefici dell’energia nucleare”. Le quattro centrali costerebbero 20 miliardi di euro. “Si tratta di una cifra enorme che segnala la necessità di reperire anche risorse private non ancora identificate” concludono gli Ecodem.
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La riforma spezzatino del Sistema Sanitario Nazionale

Approvato dal Consiglio dei ministri come risposta alla crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il disegno di legge delega sul riordino del SSN affida al Governo una riforma ampia e complessa. Cui però mancano una reale analisi delle criticità e un adeguato quadro di risorse. Così, il rischio è una riforma frammentata che elude i nodi strutturali della sanità pubblica e apre spazi a interessi di parte.
Partiamo dalla notizia così come è stata riportata in un comunicato stampa del ministero della Salute: «Il Consiglio dei ministri ha approvato il 12 gennaio 2026, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del