fbpx Tempi di degradazione DNA | Page 8 | Scienza in rete

Tempi di degradazione DNA

Primary tabs

Read time: 2 mins

Uno studio sul DNA ottenuto da ossi di moa suggerisce che anche per il DNA si può parlare di una sorta di tempo di dimezzamento oltre il quale diventa problematico riuscire a recuperare materiale genetico utilizzabile per la clonazione.

La ricerca, coordinata da Morten E. Allentoft (School of Biological Sciences and Biotechnology - Murdoch University, Perth) e pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, ha analizzato le condizioni di preservazione del DNA ricavato dagli scheletri di 158 differenti moa, i grandi uccelli incapaci di volare che dominavano l'ecosistema della Nuova Zelanda prima dell'arrivo degli umani. I campioni, provenienti da esemplari datati al radiocarbonio e morti tra i 500 e i 6000 anni fa, sono stati raccolti in una zona circoscritta grande pochi chilometri e si stima che tutti i moa da cui provengono siano stati sepolti a una temperatura media di 13 gradi. Sono proprio le pressoché identiche condizioni di conservazione ad assicurare che l'analisi sul degrado del DNA sia corretta.

Dall'analisi i ricercatori hanno avuto la conferma dell'esistenza di un processo di degrado con andamento esponenziale caratterizzato da una emivita media di 512 anni, un processo a lungo ipotizzato ma mai verificato. Dato che nel degrado del DNA intervengono molti fattori (per esempio acidità del terreno, temperature estreme, umidità, ecc.), tale valore non può essere considerato definitivo. E' comunque un'ottima base di partenza per ulteriori analisi sulla valutazione della sopravvivenza a lungo termine del DNA nel sistema osseo.


Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Congedi paritari: dove sbaglia la ministra Roccella?

neonato in braccio al padre

Il congedo di maternità si chiama obbligatorio perché la legge vieta al datore di lavoro di far lavorare la madre, non perché obblighi qualcuno a stare a casa: è un diritto. Chiarire questo equivoco, emerso nelle parole della ministra Roccella contro i congedi paritari, aiuta a capire che estenderlo ai padri vuol dire condividere un diritto, con effetti positivi, secondo gli studi, sul divario di genere e sul benessere di figli e figlie.

Foto di Steph Quernemoen su Unsplash

Le parole della ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità pronunciate durante un’intervista al quotidiano la Stampa con le quali prende posizione anche contro l’ipotesi di rendere obbligatoriamente paritari i congedi parentali, hanno suscitato grande clamore.