fbpx Tbc: arriva il test del respiro | Page 14 | Scienza in rete

Tbc: arriva il test del respiro

Primary tabs

Read time: 2 mins

Comunicato stampa


 

Si parlerà anche di tubercolosi durante l’evento “GEMIR Gestione Multidisciplinare delle Infezioni Respiratorie” che si terrà a Napoli il 7 e l’8 Novembre prossimi.  Un’opportunità da non perdere per pneumologi, infettivologi e a tutti gli operatori sanitari coinvolti nel trattamento delle infezioni respiratorie compreso i medici di medicina generale.

Intanto dagli  Stati Uniti arriva il primo breath test per la Tubercolosi. A metterlo a punto sono stati i ricercatori della University of New Mexico guidati da Graham Timmins.
Nell’ambito della sperimentazione a conigli di laboratorio veniva somministrato per via gassosa, l’isoniazide, un antibiotico comunemente usato per trattare la malattia. Il batterio della tubercolosi, se presente, emette una sorta di traccia gassosa. Il test non solo rileva la traccia e quindi conferma la presenza del batterio ma svela la presenza di eventuale resistenza all’antibiotico.

Infatti l’isoniazide viene attivato da un enzima della tubercolosi resistente al farmaco. Questo enzima rappresenta una sorta di impronta digitale della tubercolosi. I ricercatori hanno somministrato una forma marcata di isoniazide a conigli di laboratorio. In presenza di tubercolosi l’azoto marcato viene rilasciato dai polmoni degli animali e rilevato da uno spettrometro di massa.

“Le fondamenta di questo studio sono da ricercare nelle precedenti ricerche che avevano dimostrato delle possibilità diagnostiche nell’utilizzo di topi o cani lupo che, se adeguatamente addestrati e inseriti in programma particolari, sono in grado di riconoscere la presenza del batterio della tubercolosi dall’odore del respiro di alcuni pazienti. Odore legato alla presenza di acido micolico”, spiega Giorgio Besozzi, Presidente di Stop Tubercolosi Italia ed esponente per lunghi anni del Gruppo di Studio sulla Tubercolosi di AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri).

“Con questo studio si è andati oltre. La ricerca ha dimostrato che è possibile fare diagnosi di tubercolosi analizzando sostanze presenti nel respiro dei pazienti e rilevabili attraverso metodiche quali la spettrometria di massa. Con questa test è rilevabile non solo il batterio ma l’eventuale segno di resistenza ai farmaci” continua Giorgio Besozzi.  “Trattandosi di esperimenti realizzati solo sul modello animale è chiaro che tale evidenze devono essere riscontrate anche nell’uomo per avere un impatto da un punto di vista clinico. Pertanto saranno necessari ulteriori approfondimenti per capire se le ricerche future debbano seguire questo orientamento” ha concluso Besozzi. 

Ufficio Stampa Aipo

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Medicina

prossimo articolo

Italia e Cuba: il diritto alla salute principio fondante comune

murales di bandiera cubana e italiana

Dall’articolo 32 della Costituzione italiana all’articolo 72 della Costituzione cubana, il diritto universale alla salute rappresenta il terreno comune su cui Italia e Cuba hanno costruito, pur in contesti politici ed economici profondamente diversi, modelli di assistenza fondati sulle cure primarie, sulla prevenzione e sulla prossimità. Modelli che, tra ritardi e criticità attuali, portano a riflettere su come la tutela della salute resti uno dei più importanti indicatori di civiltà, giustizia sociale e qualità della democrazia. 

Lee la versión en españolRead the English version. Vai alla registrazione del webinar Cuba isla bella.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Il comma 1 dell’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che: la salute è un diritto fondamentale e collettivo, la Repubblica garantisce l’accesso alle cure; il diritto alla salute non può essere trasferito o ceduto: è inalienabile e irrinunciabile; è un diritto universale, spetta a tutti, senza discriminazioni; è un diritto soggettivo del singolo individuo; è irriducibile ed essenziale.