fbpx Il "tappeto magico" | Scienza in rete

Il "tappeto magico"

Primary tabs

Read time: 2 mins

Non potrà volare, come nella mitologia persiana e araba, ma il prototipo di tappeto creato da un gruppo di ricercatori della University of Manchester ha certamente qualcosa di magico. L'oggetto, presentato alla conferenza Photon 12, il noto meeting di ottica nel Regno Unito, è infatti in grado di rilevare quando qualcuno vi è caduto sopra o il passaggio di un estraneo o un intruso. Un sottile strato di fibre ottiche crea una mappa in due dimensioni, che viene distorta quando il tappeto viene calpestato. Alcuni sensori trasmettono le informazioni a un computer in grado di analizzare e modellizzare i singoli passi. Quando viene riscontrato un cambiamento, per esempio dovuto alla presenza di un corpo disteso e immobile in seguito a una caduta, scatta un allarme sonoro e viene inviato un avviso a chi potrebbe fornire assistenza. Attraverso il monitoraggio dei passi nel corso del tempo, il sistema può anche registrare il modo di camminare delle persone e individuare eventuali cambiamenti, tipici dell'insorgere di problemi di mobilità negli anziani. Il sistema è progettato per essere versatile e, utilizzando sensori differenti, potrebbe facilmente segnalare perdite chimiche o incendi. 

Le nostre case stanno diventando sempre più intelligenti, confortevoli e sicure. Molto presto potremo monitorare, misurare e analizzare in tempo reale tutto ciò che ci circonda, rendendo l'interazione uomo-macchina sempre più stringente. Il cosiddetto ubiquitous computing, permetterà di integrare l'elaborazione delle informazioni  interamente all'interno degli oggetti e delle attività di tutti i giorni. La domotica, la disciplina interdisciplinare che studia e applica le nuove tecnologie informatiche ed elettroniche con lo scopo di migliorare la qualità della vita negli ambienti antropizzati, ci permetterà di vivere più comodamente e in totale sicurezza, risparmiando il tempo per lo svolgimento delle mansioni più comuni e riducendo sensibilmente il consumo di energia.

Autori: 
Sezioni: 
Tecnologia

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?