fbpx Stamina: Vannoni consegna il protocollo all'ISS | Page 3 | Scienza in rete

Stamina: Vannoni consegna il protocollo all'ISS

Primary tabs

Read time: 1 min

"Si è svolta oggi presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità la riunione del Comitato scientifico presieduto dal Presidente Fabrizio Oleari. Al termine della riunione è stato audito il professor Davide Vannoni con i componenti della sua delegazione": l'Istituto Superiore di Sanità annuncia con un comunicato la consegna del protocollo relativo al razionale e alla metodica del "Metodo Stamina", dopo aver concordato i termini per il rilascio, messo in dubbio dallo stesso Vannoni più volte gli ultimi giorni.

La conferma della decisione presa è arrivata ieri, scegliendo come strumento di diffusione Facebook:
"Nessun altro ricercatore avrebbe mai dato la metodica in un contesto di così elevato conflitto di interesse e poca trasparenza", si legge nella pagina curata da Vannoni.
Prima di arrivare all'incontro all'ISS, il rappresentante della Fondazione Stamina ha anche annunciato la pubblicazione, nei prossimi mesi, di un articolo relativo alla sperimentazione di Stamina su una rivista scientifica di non meglio precisata identità "Un lavoro scientifico che sarà pubblicato, tra settembre e ottobre, su una rivista internazionale autorevole".

Intanto, proprio oggi la Regione Sicilia apre alla possibilità di curarsi col Metodo Stamina, così come fatto dal consiglio regionale dell'Abruzzo qualche giorno fa, con le strutture "Vittorio Emanuele Ferrarotto - S.Bambino" di Catania e il "Villa Sofia - Cervello" di Palermo.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Staminali

prossimo articolo

L’alga che cercava la luce: il Nobel per l’optogenetica e la lezione dell’evoluzione

nematode

Il Nobel 2026 per la fisiologia o medicina premia l’optogenetica, ma la lezione più interessante riguarda l’evoluzione: il pezzo decisivo dello strumento è stato costruito dalla selezione naturale in un’alga e funziona nei neuroni dei mammiferi perché la vita discende da un antenato comune. Ne derivano un argomento per la ricerca di base e una riflessione sul peso degli strumenti nelle scoperte e sui confini tra discipline e premi.

Caenorhabditis elegans Fonte: National Human Genome Research Institute, Public domain, via Wikimedia Commons

Il Nobel 2026 per la fisiologia o medicina a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, «per le scoperte sui canali ionici attivati dalla luce e sull’optogenetica», viene raccontato come premio alle neuroscienze. In effetti l’optogenetica ha cambiato il modo di studiare il cervello. Però la sua lezione più intrigante riguarda forse altro. Il pezzo decisivo dello strumento premiato non è stato progettato da alcun ricercatore: è stato costruito dalla selezione naturale in un’alga unicellulare.