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Spremere meningi per nuove cure

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I ricercatori del Laboratorio di ricerca sulle cellule staminali dell’Università di Verona hanno scoperto che dalle meningi potrebbe venire una speranza di cura per i traumi del midollo spinale. «Nella membrana che riveste tutto il sistema nervoso centrale abbiamo infatti trovato cellule capaci di autorigenerarsi e proliferare» spiega Ilaria Decimo, che con Francesco Bifari ha coordinato la ricerca. L’osservazione nasce dalla microdissezione di campioni di midollo spinale provenienti da animali da laboratorio, ma è probabile che si possa estendere anche all’uomo, aprendo nuove prospettive di ricerca per la cura dei traumi del midollo spinale, con tutto il carico di sofferenza e costi per la società che queste patologie, responsabili di vari gradi di paralisi, portano con sé.

«Lo studio sottolinea l’importanza delle cellule staminali endogene» ha commentato Miodrag Stojkovic, editor di Stem cells, la rivista che pubblicherà il lavoro. «Identificarle ci consentirà di capire meglio come queste vengono attivate in vivo, ma soprattutto speriamo ci aiuti a individuare sostanze per mobilizzarle e utilizzarle al fine riparare le lesioni del sistema nervoso centrale, non solo quelle provocate da traumi ma un giorno forse anche da quelle prodotte dalle malattie neurodegenerative».

Stem Cells press release, 28 ottobre 2011

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.