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Siglato l'accordo con Genentech

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Nerviano Medical Sciences (NMS), il centro di ricerca e sviluppo farmacologico italiano ha annunciato oggi un nuovo accordo di licenza con Genentech. E' il terzo accordo siglato negli ultimi anni tra Genentech e Nerviano Medical Sciences. Il primo, del gennaio 2008, è una collaborazione per la scoperta di inibitori di target antitumorali. Il secondo accordo, sottoscritto nell'ottobre del 2008, prevede una collaborazione per la ricerca di immunoconiugati da sviluppare come antitumorali. Con questo terzo accordo, Nerviano Medical Sciences cede a Genentech diritti di licenza esclusiva per sviluppare una serie di inibitori di target di proprietà del Centro, a oggi non ancora resi pubblici.

Nerviano trasferirà questi composti e il relativo know how a Genentech, e fornirà la necessaria assistenza per lo sviluppo. "Siamo molto orgogliosi di questa nuovo accordo che amplia e rafforza ulteriormente la positiva collaborazione avviata negli ultimi anni con Genentech, che segna il raggiungimento di un nuovo traguardo all'interno del nostro piano di alleanze strategiche", ha commentato Alberto Sciumè, Presidente di Nerviano Medical Sciences. "Sono convinto che l'esperienza e la competenza di Nerviano nella scoperta di nuove piccole molecole possa contribuire all'innovazione e allo sviluppo di prodotti di valore per il mercato oncologico." 

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Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.