fbpx Sequenziata la patata | Page 6 | Scienza in rete

Sequenziata la patata

Primary tabs

Read time: 2 mins

Pubblicato su Nature il sequenziamento dell'intero genoma di patata. Il progetto avviato nel 2006 dall'Universita' olandese di Wageningen, e' stato sviluppato da 29 istituti di ricerca, tra cui l'Enea, provenienti da 14 diversi paesi (Potato Genome Sequencing Consortium-PGSC).

Decisiva per la riuscita del progetto e' stata la scelta di sequenziare, per superare l'elevata eterozigosi del genoma di patata, il DNA di un clone monoploide (1n=1x=12) raddoppiato (2n=2x=24) ottenuto in vitro e di un clone diploide eterozigote (2n=2x=24), rappresentativi della diversità genetica di questa pianta.

I ricercatori hanno utilizzato, insieme al metodo classico Sanger, le tecniche di sequenziamento di seconda generazione (Illumina e 454 Roche) per la lettura delle 840 milioni di basi di DNA di patata e hanno impiegato gli algoritmi informatici sviluppati dal Beijing Genomics Institute, uno dei membri di PGSC, per l'assemblaggio delle sequenze.

Il gruppo Enea, coordinato da Giovanni Giuliano, ha contribuito al sequenziamento del DNA e ha inoltre provveduto all’analisi dei geni che controllano la tuberizzazione e la biosintesi dei carotenoidi (i precursori alimentari della vitamina A) nel tubero. Lo stesso gruppo, qualche anno fa, aveva prodotto, tramite tecniche di ingegneria genetica, la “Golden potato”, un tubero contenente livelli di provitamina A 3.600 volte più elevati che nei tuberi normali.

La patata (Solanum tuberosum L.) fa parte della famiglia delle Solanaceae che comprende numerose piante d'interesse agrario, come il pomodoro, il peperone e la melanzana. Originaria del Sudamerica, è stata importata in Europa nel ’500. È la quarta pianta alimentare più importante del pianeta. La sua produzione è in costante crescita, specie nei Paesi in via di sviluppo. La maggior parte delle varieta' di patata coltivate sono altamente eterozigoti e autotetraploidi (2n=4x=48), caratteristiche che, insieme all'elevata depressione da inbreeding (incrocio tra individui strettamente imparentati), poco si adattano ai programmi di miglioramento classici.

Il risultato del Consorzio, ottenuto utilizzando materiale genetico semplice e alta tecnologia, fornisce un nuovo strumento per gli addetti ai lavori, i quali potranno applicare il miglioramento genetico assistito accelerando cosi' la produzione di varietà più resistenti a malattie, più produttive e nutrienti delle attuali.

Nature, doi:101038/nature 10158

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
GENETICA

prossimo articolo

I matematici artificiali sono arrivati, li aspettavamo da un secolo

Nel giro di quattro giorni sono arrivate due notizie clamorose dal mondo dell’intelligenza artificiale applicata alla matematica: la formalizzazione completa della dimostrazione dell’“ultimo teorema di Fermat” e la soluzione (attualmente ancora da verificare) di un “problema del millennio” relativo alle equazioni di Navier–Stokes. Molte le reazioni, dall’entusiasmo dei tecno-ottimisti, alla paura dei tecno-pessimisti, fino alla preoccupazione di chi sostiene che l'interesse delle compagnie di IA alla soluzione dei grandi problemi aperti eroda gli aspetti culturalmente più rilevanti della ricerca matematica. Sono tutte reazioni comprensibili, e a parere dell'autore alcune sono anche molto ben motivate. Eppure, che le macchine contribuiscano in modo decisivo a dimostrare teoremi non dovrebbe sorprendere più di tanto. Per oltre un secolo, una piccola ma molto motivata comunità di matematici, e poi di logici e infine di informatici teorici, ha coltivato proprio questo sogno, oggi diventato realtà grazie al progresso tecnologico e a investimenti senza precedenti. (Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale generativa).

Nei primi giorni di settembre 2026, due annunci hanno dato l’impressione che il futuro della matematica fosse arrivato tutto d’un colpo[1].