fbpx Il segreto dei frutti iridescenti | Scienza in rete

Il segreto dei frutti iridescenti

Read time: 1 min

Lo spettacolare blu metallico del frutto di Pollia condensata non e' prodotto da un pigmento, ma dalle strutture specializzate delle sue cellule. Questo risultato e' stato pubblicato a settembre su PNAS da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Cambridge i quali hanno dimostrato che le microfibrille di cellulosa della parete cellulare sono strettamente arrotolate in modo da riflettere la luce. L'effetto iridescente e' invece imputabile agli spazi presenti tra i diversi filamenti di cellulosa.

 "L'effetto ottico e' impressionante e primo esempio nel mondo vegetale" spiega Silvia Vignolini, fisica coinvolta nel progetto. Il "colore strutturale" infatti e' gia' conosciuto negli animali: le piume dei pavoni, le ali di alcune farfalle e scarabei sono tutte iridescenti, ma essi utilizzano strutture e materiali differenti per ottenere il medesimo effetto. Il frutto luccicante, privo di alcun valore nutrizionale e ricco solo di semi, e' utilizzato dagli uccelli per decorare il nido al fine di attrarre il proprio partner, assicurando così la dispersione dei semi di Pollia, racconta lo scienziato Beverley Glover co-autore dell'articolo.

Numerose sono le applicazioni della nuova struttura della cellulosa sia nell'ottenere coloranti non tossici per l'industria alimentare sia nella produzione di carta. (AG)

 

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

L’ONU propone di usare proiezioni più realistiche di quella di Mercatore

Illustrazione in tre fasi che mostra la Terra trasformarsi in un palloncino e poi in un palloncino appiattito

Creare una carta geografica trasferendo la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile. La proiezione di Mercatore, a cui siamo tutti abituati, è nata per favorire la navigazione e dilata progressivamente le superfici all’aumentare della latitudine. Risultato: la Groenlandia risulta grande come l’Africa, che nella realtà la supera in dimensioni di ben 15 volte. L’ONU ha recentemente approvato una risoluzione che invita a privilegiare proiezioni cartografiche equivalenti, cioè capaci di conservare le proporzioni tra le aree.

Una carta geografica è sempre, in una certa misura, una approssimazione. Non perché i cartografi vogliano ingannarci, ma perché trasferire la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile.