fbpx Il segreto dei frutti iridescenti | Scienza in rete

Il segreto dei frutti iridescenti

Read time: 1 min

Lo spettacolare blu metallico del frutto di Pollia condensata non e' prodotto da un pigmento, ma dalle strutture specializzate delle sue cellule. Questo risultato e' stato pubblicato a settembre su PNAS da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Cambridge i quali hanno dimostrato che le microfibrille di cellulosa della parete cellulare sono strettamente arrotolate in modo da riflettere la luce. L'effetto iridescente e' invece imputabile agli spazi presenti tra i diversi filamenti di cellulosa.

 "L'effetto ottico e' impressionante e primo esempio nel mondo vegetale" spiega Silvia Vignolini, fisica coinvolta nel progetto. Il "colore strutturale" infatti e' gia' conosciuto negli animali: le piume dei pavoni, le ali di alcune farfalle e scarabei sono tutte iridescenti, ma essi utilizzano strutture e materiali differenti per ottenere il medesimo effetto. Il frutto luccicante, privo di alcun valore nutrizionale e ricco solo di semi, e' utilizzato dagli uccelli per decorare il nido al fine di attrarre il proprio partner, assicurando così la dispersione dei semi di Pollia, racconta lo scienziato Beverley Glover co-autore dell'articolo.

Numerose sono le applicazioni della nuova struttura della cellulosa sia nell'ottenere coloranti non tossici per l'industria alimentare sia nella produzione di carta. (AG)

 

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Infermiere e infermieri, colonne portanti di Medici Senza Frontiere

Ettore Mazzanti del consiglio direttivo di MSF

Da aprile, a guidare Medici Senza Frontiere sono due infermieri, Martina Marchiò ed Ettore Mazzanti.  Segno di un modello in cui la professione infermieristica è centrale non solo nella cura, ma anche nella gestione delle emergenze e nel coordinamento dei progetti umanitari. Dalle guerre alle epidemie, dalle crisi nutrizionali ai campi profughi, l’esperienza maturata sul campo da infermiere e infermieri di MSF diventa un patrimonio di competenze cliniche, organizzative e relazionali che può arricchire anche il sistema sanitario italiano.

La sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha recentemente rinnovato il proprio consiglio direttivo, affidando i ruoli di presidente e vicepresidente a due infermieri, Ettore Mazzanti e Martina Marchiò. È una scelta che non rappresenta un’eccezione all’interno dell’organizzazione, ma che riflette una caratteristica strutturale di MSF: la posizione centrale della professione infermieristica non solo nell’assistenza clinica, ma anche nella gestione dei progetti umanitari e nel coordinamento operativo sul campo.