fbpx Sardegna, un richiamo a contrastare il cambiamento climatico | Page 8 | Scienza in rete

Sardegna, un richiamo a contrastare il cambiamento climatico

Primary tabs

Read time: 2 mins

Varsavia 19 novembre 2013 - Apprendiamo da Varsavia quanto accaduto in queste ore drammatiche in Sardegna. Italian Climate Network esprime cordoglio per le vittime ed è vicina ai cittadini sardi colpiti dagli effetti di questo evento meteorologico estremo.

Allerte meteo, alluvioni e cambiamenti climatici sono temi ricorrenti nei mezzi di comunicazione solo dopo l'avvenimento di catastrofi. I cambiamenti climatici sono reali, come ribadito nel recente rapporto IPCC, e come approfondito nel rapporto sugli eventi estremi, saranno sempre più frequenti eventi meteo come quello accaduto ieri.
 
Riteniamo pertanto che sia necessario accelerare il percorso di redazione della Strategia Nazionale per l'Adattamento ai Cambiamenti Climatici in modo tale da trovare al più presto quei fondi che sono necessari per agire per la prevenzione del nostro territorio. Il territorio italiano è una risorsa sia per la sua peculiarità paesaggistica, sia per l'opportunità e la potenzialità che rappresenta per alcuni settori chiave della nostra economica quali l'agroalimentare e il turismo. 

In queste ore a Varsavia il dibattito negoziale è fortemente incentrato sul tema del loss and damage, difficile da far comprendere nel nostro Paese ma che è di vitale importanza per regioni che già vivono le conseguenze estreme di un clima mutato (si pensi ad esempio alle Filippine). Tuttavia queste tematiche non sono per noi lontane o meno importanti. 

Una nuova Italia, che vuole rilanciarsi ed uscire dalla crisi economica, non può ignorare la sfida che ci è posta dal cambiamento climatico e non solo da un punto di vista ambientale ma anche di rilancio e tutela di alcuni dei settori vitali della nostra economia

Italian Climate Network 

Autori: 
Sezioni: 
Alluvione

prossimo articolo

Afghanistan, lo sguardo miope (e colpevole) dell'Occidente

Kabul: evacuazione

Cinque anni dopo il ritorno dei talebani, l'Afghanistan resta terra di repressione sistematica e collasso sanitario, aggravato dai tagli USAID. Mentre la Corte penale internazionale è sotto attacco e l'Europa negozia rimpatri con un regime che non riconosce, la resistenza delle donne afghane, dalle scuole clandestine di Herat alle dottoresse rimaste sul campo, continua a chiedere al mondo di non guardare altrove.

U.S. Marine Corps foto del sergente Victor Mancilla - Wikimedia Commons
 

Il 15 agosto i media hanno ricordato e, in qualche misura celebrato, il quinto anniversario della nuova presa di potere dei talebani a Kabul. Ma, a mio parere, l'immagine che racconta davvero il cambio di regime non è quella della vittoria dei miliziani entrati nel palazzo presidenziale, ma quella dei giorni successivi, all'aeroporto Hamid Karzai, con la folla afghana schiacciata contro le reti, i bambini passati di mano in mano oltre il filo spinato verso sconosciuti in uniforme, nella speranza che almeno loro avessero un futuro.