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Roma si candida per SKA

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Solo a pensarci vengono i brividi: 1500 antenne distribuite su una superficie di un chilometro quadrato, in grado di funzionare come un'unica gigantesca antenna 50 volte più sensibile di ogni altro radiotelescopio. Il progetto SKA (Square Kilometre Array) è il futuro della radioastronomia e l'Italia vuole esserne protagonista.

Ancora non è deciso se la ciclopica opera – oltre un miliardo di dollari – verrà realizzata in Australia o in Sudafrica, ma nei giorni scorsi Roma si è ufficialmente candidata per essere il quartier generale di questo fantastico progetto. La sede proposta è la “Tiburtina Valley”, in grado di ospitare almeno 350 persone di alto livello professionale. Al momento l'unica altra contendente è Manchester, in Gran Bretagna.

“SKA sarà un'avveniristica macchina del tempo – ha dichiarato Tommaso Maccacaro, presidente dell'INAF – che ci permetterà di risalire agli albori dell'Universo. Potremo studiare fenomeni ancora misteriosi, come il passaggio dall'Universo buio, com'era subito dopo il Big Bang, a quello trasparente alla luce che vediamo ora.”

Un deciso sostegno alla candidatura di Roma è venuto sia dalle istituzioni che dal mondo industriale. “L'Italia può e deve partecipare da protagonista a SKA – ha dichiarato Daniel Kraus, vicedirettore generale di Confindustria – perché ha le competenze per farlo.”

INAF -  SKA

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Astronomia

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