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Ritratto radio di giovane supernova

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Utilizzando la radio interferometria a lunga base, un team di radioastronomi è riuscito a sintetizzare l'immagine di una supernova nella galassia M51 solamente due settimane dopo la sua scoperta: è l'immagine radio della più giovane supernova mai acquisita.

Il risultato, ottenuto da Ivàn Martì-Vidal e collaboratori e pubblicato su Astronomy & Astrophysics, è stato possibile grazie alla tecnica interferometrica, che ha trasformato i radiotelescopi dislocati in alcuni paesi europei in un unico grande strumento con risoluzione talmente elevata da permettergli di individuare una pallina da golf sulla superficie della Luna. L'elevata risoluzione delle osservazioni ha consentito al team di determinare con estrema precisione le coordinate della supernova, elemento chiave per analizzare nei prossimi mesi l'evoluzione di ciò che rimane di quell'esplosione stellare.

La supernova, chiamata SN 2011dh, era stata scoperta lo scorso 1° giugno grazie al progetto Palomar Transient Factory e le prime emissioni radio erano state acquisite solamente tre giorni dopo la scoperta. L'esplosione stellare è stata seguita con estrema attenzione in ogni parte del mondo anche da osservatori amatoriali perché si è verificata nella famosa Galassia Vortice, una delle galassie più luminose del cielo, distante 23 milioni di anni luce nella costellazione dei Cani da caccia.

RUVID

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Astrofisica

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strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.