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Rinviati a giudizio per L'Aquila

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Il Tribunale dell'Aquila rinvia a giudizio i sette componenti della commissione Grandi Rischi con l'accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni per il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009. Coinvolti  Enzo Boschi, presidente dell'INGV; Franco Barberi, presidente della Commissione Grandi Rischi; Bernardo De Bernardinis, della Protezione Civile; Giulio Selvaggi, del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova, e Mauro Dolce, ufficio rischio sismico di Protezione civile.

Gli imputati sono accusati di omicidio colposo a causa del mancato allarme per il sisma. Pochi giorni prima del terremoto la commissione aveva deciso di non diffondere nessun allarme nonostante le ripetute scosse.

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Terremoto

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statua delle giustizia bendata con bilancia

Presentato come un voto tecnico sulla separazione delle carriere dei magistrati, il referendum sulla riforma della giustizia investe in realtà nodi centrali dello Stato di diritto. In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura, con ricadute concrete sulla tutela di diritti fondamentali, come la salute. 

Il referendum sulla proposta di riforma della Costituzione chiamato semplicisticamente “sulla separazione delle carriere” coinvolge in realtà una materia giudiziaria complessa, con una rilevante implicazione per la salute dei cittadini. La salute è un diritto sancito dall'articolo 32 della Costituzione, che viene specificato da un sistema di leggi e regolamenti la cui tutela è garantita dalla giustizia, concretizzata nelle azioni della magistratura. Quest'ultima «costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere» (art.104 della Costituzione).