fbpx Rifiuti, l'Europa cancella il pacchetto | Scienza in rete

Rifiuti, l'Europa cancella il pacchetto

Read time: 2 mins

 

Comunicato stampa


Una grande occasione mancata. L’Europa congela il pacchetto sull’economia circolare e mette a rischio un tesoretto da 15 miliardi di euro. La denuncia arriva da WAS, il think tank di Althesys che poche settimane fa ha pubblicato il report 2014 sul settore dei rifiuti. L’annuncio di un prossimo intervento nel 2015 annunciato dal vicepresidente della Commissione Frans Timmermans non convince.
“La gestione dei rifiuti comporta una serie di importanti ricadute per il sistema Paese”, dice Alessandro Marangoni, AD di Althesys, commentando la decisione presa oggi dall’Europa. "Con questa scelta si perde una grande occasione di rilancio dell’economia grazie ad una strategia virtuosa e ragionata: il raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2030 dalle revisioni delle direttive UE (70% di riciclo totale) avrebbe comportato benefici potenziali netti per l'Italia fino a 15 miliardi di euro circa”. Per capirci una somma superiore a quanto vale la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, fortemente voluta dal premier Matteo Renzi, stimata attorno ai 10 miliardi di euro.

Tra le varie misure previste dal pacchetto cancellato oggi, c’era l’aumento della quota di riciclo dei rifiuti pari al 50% nel 2020 e al 70% nel 2030. Anche per prepararsi a questa sfida nell’ultimo triennio i 70 top player del settore rifiuti avevano speso più di 1 miliardo di euro soprattutto per ammodernare gli impianti, in particolare quelli del Nord-Est del Paese. “Attendiamo di vedere quali saranno le misure che verranno proposte il prossimo anno”.

Ufficio Stampa Silverback

Sezioni: 
Politica e ambiente

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.