fbpx La ricerca va in crociera | Scienza in rete

La ricerca va in crociera

Read time: 2 mins

Qualcuno ha storto il naso, come se si addicesse poco a oltre 130 ricercatori dell’Istituto Telethon Dulbecco fare il loro retreat annuale a bordo di una nave da crociera in navigazione nel Mediterraneo, la Navigator of the seas, in partenza da Civitavecchia domenica 27 maggio. Ma l’ospitalità di Royal Caribbean, che ha messo a disposizione gratuitamente il viaggio, non può chiamare in causa nessun conflitto d’interessi e si inserisce anzi in una partnership iniziata già nel 2011 con una donazione di 70.000 euro a Telethon da parte della compagnia e proseguita quest’anno con una serie di altre iniziative. Oltre a ospitare il convegno dei giovani ricercatori Telethon, per tutto il 2012 la Royal Caribbean collaborerà alla raccolta fondi di Telethon sia nel corso delle crociere sia all’atto della prenotazione, chiedendo una donazione di 5 euro, a cui la società ne aggiungerà altrettanti. «Queste sono le occasioni in cui nascono non solo le idee, ma anche veri e propri sodalizi fondamentali per far progredire la ricerca verso la cura delle malattie genetiche rare. Siamo quindi molto grati a Royal Caribbean per questa opportunità, che ci consente anche di offrire un’occasione di formazione ai membri più giovani dell’Istituto: basti pensare infatti che l’età media dei partecipanti è di soli 33 anni e che oltre il 15 per cento sono stranieri che stanno svolgendo in Italia il loro dottorato o un periodo post-doc» ha dichiarato il direttore generale di Telethon Francesca Pasinelli nel corso della conferenza stampa di lancio dell’evento, che è stata moderata dal conduttore televisivo Alessandro Cattelan.

Autori: 
Sezioni: 
Telethon

prossimo articolo

Il mare sempre più caldo cambia sotto i nostri occhi

Immagine di una caravella portoghese (Physalia physalis) su fondo azzurro

Un nuovo studio di World Weather Attribution mostra che il cambiamento climatico di origine umana ha reso le recenti ondate di calore marine molto più intense e frequenti, e che il Mediterraneo è particolarmente vulnerabile. Tra gli effetti visibili figurano la diffusione di organismi gelatinosi, anche molto urticanti come la caravella portoghese (nella foto), nel quadro di una progressiva tropicalizzazione della fauna marina. Le conseguenze pesano anche sulla terraferma, con maggiore umidità, precipitazioni estreme e rischi sanitari. Le misure di adattamento possono limitare i danni, ma per contenere gli impatti è indispensabile ridurre le emissioni legate ai combustibili fossili. Immagine: rielaborazione grafica da Wikimedia Commons

Luglio 2026 è stato il mese più caldo mai registrato per gli oceani del pianeta (dato Copernicus ). Sulle coste europee, e in particolare nel Mediterraneo occidentale, le temperature superficiali del mare hanno toccato record assoluti: fino a 6°C sopra la norma a giugno, con una boa al largo di Maiorca che ai primi di agosto ha misurato 33°C.