Qualcuno ha storto il naso, come se si addicesse poco a oltre 130 ricercatori dell’Istituto Telethon Dulbecco fare il loro retreat annuale a bordo di una nave da crociera in navigazione nel Mediterraneo, la Navigator of the seas, in partenza da Civitavecchia domenica 27 maggio. Ma l’ospitalità di Royal Caribbean, che ha messo a disposizione gratuitamente il viaggio, non può chiamare in causa nessun conflitto d’interessi e si inserisce anzi in una partnership iniziata già nel 2011 con una donazione di 70.000 euro a Telethon da parte della compagnia e proseguita quest’anno con una serie di altre iniziative. Oltre a ospitare il convegno dei giovani ricercatori Telethon, per tutto il 2012 la Royal Caribbean collaborerà alla raccolta fondi di Telethon sia nel corso delle crociere sia all’atto della prenotazione, chiedendo una donazione di 5 euro, a cui la società ne aggiungerà altrettanti. «Queste sono le occasioni in cui nascono non solo le idee, ma anche veri e propri sodalizi fondamentali per far progredire la ricerca verso la cura delle malattie genetiche rare. Siamo quindi molto grati a Royal Caribbean per questa opportunità, che ci consente anche di offrire un’occasione di formazione ai membri più giovani dell’Istituto: basti pensare infatti che l’età media dei partecipanti è di soli 33 anni e che oltre il 15 per cento sono stranieri che stanno svolgendo in Italia il loro dottorato o un periodo post-doc» ha dichiarato il direttore generale di Telethon Francesca Pasinelli nel corso della conferenza stampa di lancio dell’evento, che è stata moderata dal conduttore televisivo Alessandro Cattelan.
La ricerca va in crociera
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Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.
Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no