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Quello che non so: i misteri della fisica a Genova

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Quello che non so, lo spettacolo conferenza ideato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, apre la sera del 23 ottobre alle 21 l’edizione 2013 del Festival della Scienza di Genova portando sul palco della Sala del Maggior Consiglio, a Palazzo Ducale, i protagonisti e i misteri più affascinanti della fisica contemporanea. Si tratta di un evento unico che propone un format sperimentale pensato per il grande pubblico in cui si alternano talk show scientifico e performance artistiche.

Si parlerà di quello che ancora non sappiamo, delle grandi sfide della fisica del XXI secolo che con esperimenti e tecnologie di frontiera indaga misteri come quelli della materia oscura e dell’energia oscura in un racconto a più voci che coinvolgerà gli scienziati a capo di queste ricerche. Interverranno i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, valsa il Nobel per la fisica 2013 a Peter Higgs e Francois Englert, Guido Tonelli (spokesperson emerito esperimento Cms) e Fabiola Gianotti – in collegamento dal Cern (spokesperson emerito esperimento Atlas). Accanto a loro Caterina Biscari (ricercatrice Infn e direttore del laboratorio Cells Alba di Barcellona) e Antonio Zoccoli (Giunta esecutiva Infn). Nello spettacolo Quello che non so la narrazione scientifica sarà accompagnata dalle suggestioni del mago delle bolle di sapone Marco Zoppi e dalle immagini che di volta in volta prenderanno vita nei quadri di sabbia animati dalla sand artist Gabriella Compagnone. A condurre la serata sarà Marco Castellazzi (Rai 3 Geoscienza).  Lo spettacolo è una nuova versione, aggiornata nei contenuti e nell’impianto artistico, dell’evento Lo Show dell’Universo realizzato dall’Infn a Città della Scienza di Napoli nel settembre 2012. Al Festival della Scienza di Genova l’Infn partecipa anche con l’iniziativa Quantum sei bello in collaborazione con Tecnoscienza, una conferenza-gioco che racconta l'avventura dell'uomo alle prese coi frammenti più piccoli della realtà: i quanti. 

Ufficio Comunicazione INFN

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i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.