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Quel misterioso ponte di idrogeno

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Anche le simulazioni dinamiche confermano che le Nubi di Magellano, due piccole galassie satelliti della Via Lattea, sarebbero state solo di recente catturate dalla Galassia.

La prova decisiva potrebbe essere racchiusa in una scia di idrogeno, una sorta di gigantesco ponte gassoso che unisce queste galassie alla Via Lattea e che gli astronomi chiamano Magellanic Stream. Finora si era sempre ipotizzato che il Magellanic Stream fosse dovuto alla potente azione gravitazionale della nostra Galassia, in grado di strappare materiale alle due piccole galassie satellite. Recenti misurazioni dei moti stellari ottenute con il telescopio spaziale Hubble, però, hanno indicato che le Nubi di Magellano o sono al loro primo passaggio nei pressi della Via Lattea oppure la loro orbita è davvero molto elongata. Difficile, dunque, che ci sia stata la possibilità di generare il Magellanic Stream.

Basandosi su accurate simulazioni computerizzate, Gurtina Besla (Harvard-Smithsonian CfA) e altri cinque astrofisici hanno proposto uno scenario alternativo. Nello studio, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, Besla suggerisce che all'origine di quel ponte di idrogeno vi sarebbe l'interazione tra le stesse Nubi di Magellano prima che la coppia finisse tra le grinfie gravitazionali della Galassia. Il materiale del Magellanic Stream, cioè, sarebbe stato strappato alla Piccola Nube dall'azione di marea della Grande Nube in un'epoca in cui le due piccole galassie non erano ancora state catturate dalla Via Lattea. Una volta arrivate a tiro della Galassia, però, ci ha pensato la gravità della Via Lattea a governare e scolpire per bene il Magellanic Stream.

Center for Astrophysics

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Astronomia

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