fbpx Quanto piove sul mare? | Page 20 | Scienza in rete

Quanto piove sul mare?

Primary tabs

Read time: 1 min

Individuata una nuova tecnica per stimare le precipitazioni globali, un dato di vitale importanza per l'affidabilità dei modelli climatici e per valutare quanta parte dell'inquinamento oceanico sia di provenienza atmosferica.

Chi si occupa di clima sa benissimo che i dati relativi alle precipitazioni sono fondamentali, ma sa anche quanto sia difficile disporre di dati affidabili. Se la misurazione delle precipitazioni sulla terraferma, infatti, non dà alcun problema, ben differente è la valutazione di ciò che avviene sulle distese marine, per le quali solitamente si ricorre alla stima estrapolata dai dati raccolti sulle isole.

Poichè le precipitazioni sono un importantissimo veicolo per la deposizione di elementi chimici negli oceani, David Kadko e Joseph Prospero (Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science – University of Miami) hanno pensato di utilizzare la misura di uno di questi elementi per risalire all'entità delle precipitazioni. Nel loro studio, pubblicato su Journal of Geophysical Research, mostrano come la misurazione del Berillio 7 accumulatosi sulla superficie oceanica offra uno strumento attendibile per ottenere una simile valutazione.

Oltre a fornire stime più attendibili ai climatologi, la nuova tecnica si può rivelare un ottimo strumento per ricostruire i meccanismi che immettono nei bacini oceanici gli agenti inquinanti presenti in atmosfera.

Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Clima

prossimo articolo

Le liste d'attesa spiegate al popolo

Persone in attesa in ospedale

Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.