fbpx Pubblicato il report dell'EMA | Page 18 | Scienza in rete

Pubblicato il report dell'EMA

Read time: 2 mins

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha pubblicato il rapporto relativo all’ultimo workshop, tenuto il 22 novembre scorso, dedicato ai criteri d’accesso e di trasparenza dei dati risultanti dai trial clinici. Sebbene ci sia un consenso generale in campo medico sull’esigenza di rendere disponibili i risultati delle sperimentazioni cliniche, l’evento organizzato dall’EMA ha dimostrato quanto siano ancora ampie le distanze di opinione in merito alle quantità e modalità più opportune di pubblicazione. Per affrontare e iniziare un processo di risoluzione per un problema di questa portata, durante il workshop di novembre sono stati individuate 5 sottocategorie da analizzare singolarmente, attraverso 5 rispettivi gruppi consultivi: tutela della riservatezza del paziente, format per i dati dei trial clinici, regole di ingaggio, analisi di buone pratiche e aspetti giuridici. 

I gruppi consultivi prevedono un’ampia rappresentanza di tutte le parti in causa e sono organizzati in modo da stabilire un dialogo stretto con gli stakeholder propri delle aree di appartenenza. L'inizio di una fase più operativa su questi temi specifici è prevista per gennaio 2013.
Oltre a sintetizzare i risultati del workshop, il report individua il percorso che l’Agenzia intende intraprendere per realizzare una forma di "pubblicazione proattiva" di dati e trial clinici, a partire dal 2014, appena sarà terminata l’operazione di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (l’AIC).

Dell'evento del 22 novembre sono disponibili anche dei materiali multimediali (un video e una glleria fotografica), oltre alle slide presentate in quell’occasione da Guido Rossi, direttore esecutivo dell’Agenzia e da Hans-Georg Eichler, il Senior Medical Officer.

 

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Trial Clinici

prossimo articolo

La medicina di precisione non può fare a meno degli small data

I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

Gli small data sono definiti come quei dati di dimensione abbastanza «piccola» da poter essere immediatamente compresi da un essere umano, non tanto nella loro interpretazione che ovviamente ha sempre e necessariamente bisogno della analisi, ma nel loro significato biologico generale. Tipicamente, sono il risultato di esperimenti di laboratorio che non utilizzano macchine per l'analisi dei dati omici, bensì altre biotecnologie in grado di misurare relativamente «pochi» dati per provare a rispondere alla domanda che interessa.