fbpx La proteina che protegge il cervello | Page 21 | Scienza in rete

La proteina che protegge il cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Chemochina CXCL16, la proteina a cui finora si attribuiva solo un ruolo funzionale nel sistema immunitario, ha la capacità di proteggere il cervello dalla morte delle celule neuronali a seguito delle conseguenze dei traumi cerebrali – come il danno eccitotossico – e di diversi disturbi neurodegenrativi, come l’ischemia, l’Alzheimer e il Morbo di Parkinson. Lo rivela uno studio condotto nel laboratorio di Neurofisiologia e Neuroimmunologia cellulare e molecolare, presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell'Università La Sapienza. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience, ed è stato oggetto d’attenzione da parte della  SciBX (weekly publication from BioCentury and Nature that covers translational biomedical research), oltre che sul sito dell’ Alzheimer Research Forum.

I ricercatori de La Sapienza, guidati da Flavia Trettel, hanno in particolare dimostrato come CXCL16, agisca sugli astrociti, le cellule del sistema nervoso che assicurano il corretto funzionamento dei neuroni, riducendo la morte neuronale attraverso fattori neuro protettivi. Questo meccanismo è garantito dall’azione sinergica dell’adenosina e dei recettori A3R astrocitari.

CXCL16 Orchestrates Adenosine A3 Receptor and MCP-1/CCL2 Activity to Protect Neurons from Excitotoxic Cell Death in the CNS - Journal of Neuroscience 2012 Feb 29

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Chi controlla gli oceani? La battaglia per le boe del clima

foto dell oceano pacifico

Mentre un nuovo episodio di El Niño prende forma nel Pacifico tropicale, negli Stati Uniti si è consumato uno scontro politico attorno alla rete di boe oceanografiche che monitora correnti, temperature e salinità degli oceani. I dati raccolti sono fondamentali per studiare fenomeni come l'AMOC, prevedere eventi estremi e valutare gli effetti del riscaldamento globale. Il Senato ha fermato in extremis lo smantellamento voluto dall'amministrazione Trump.

Mentre un nuovo ciclo di El Niño sta iniziando, la comunità scientifica si chiede quale sarà la sua intensità in un mondo con gli oceani sempre più caldi. 


Anomalie delle temperature del Pacifico nella zona equatoriale collegate al fenomeno El Niño, l'8 giugno 2026. Crediti: NASA Earth Observatory/Lauren Dauphin