fbpx Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene | Page 6 | Scienza in rete

Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le Iene, dopo aver propagandato il "veleno di scorpione omeopatico", che avrebbe curato il cancro, e dopo aver fatto da megafono alla propaganda al ‘metodo’ Stamina, presentato come cura miracolosa per tuTte le malattie neurodegenerative, hanno deciso (purtroppo) di dedicarsi di nuovo alla salute e alla scienza.

Nella puntata di Venerdì 9 Maggio, per il ciclo "Alimentazione e Cancro", la iena Matteo Viviani ha spacciato il libro "The China Study" come straordinaria rivelazione per la cura del cancro. Come nelle precedenti vicende, nonostante le tragiche e definitive smentite, ancora una volta si è puntato solo sul sensazionalismo della notizia, mentre la sicurezza, la serenità e la salute degli ascoltatori sono passate in secondo piano.

E così, dopo Vannoni, abbiamo un nuovo ciarlatano, T. Colin Campbell, l'autore del libro.

Pro-Test Italia, associazione di ricercatori e studenti a difesa del metodo scientifico, ritiene che tutto questo sia inaccettabile e che gli autori de Le Iene stiano ampiamente sottovalutando il rischio concreto che persone disperate a causa della malattia abbandonino le cure mediche per affidarsi unicamente a un cambiamento di dieta.

In quel caso - sostiene Ambra Giulia Marelli, VicePresidente di Pro Test Italia - non sarà sufficiente giustificarsi facendo appello a un presunto dovere di cronaca, in quanto il dovere di cronaca prevede anche di sottolineare chiaramente quanto queste ‘terapie’ non siano efficaci e siano anche pericolose. Per questo domani alcuni di noi saranno davanti alla sede delle Iene per sottolineare quanto sia deleterio il loro modo di fare spettacolo”.

Pro-Test Italia

Sezioni: 

prossimo articolo

Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.