fbpx Pro-Test Italia: RicerchiAmo | Scienza in rete

Pro-Test Italia: RicerchiAmo

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sabato, 14 Giugno 2014 - Ore 15.30/18.30
Via Mercanti – Milano

 

La ricerca ogni anno salva milioni di vite, anche chi la ostacola

Pro-Test Italia, l’Associazione di giovani ricercatori e studenti che difendono le ragioni della ricerca biomedica, con il tema della manifestazione di quest’anno, si prefigge di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica non solo sulla necessità di contrastare la disinformazione delle organizzazioni animaliste nei confronti della sperimentazione biomedica e, in particolare, dell’utilizzo degli animali nei laboratori di ricerca. Vuole altresì esprimere la grande preoccupazione per i tanti che, in posizioni diverse di responsabilità, mettono in discussione la validità del metodo che la comunità scientifica internazionale si è data per valutare sicurezza ed efficacia di nuovi farmaci e delle nuove terapie. Tra questi, molti Magistrati del lavoro che, senza disporre di alcuna competenza e richiedere pareri agli enti preposti (AIFA, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, hanno emesse sentenze per obbligare gli Spedali di Brescia a somministrare il cosiddetto metodo Stamina. Un intruglio di cui non si conosce il contenuto, se non quello propagandistico diffuso dal suo ‘inventore’, Davide Vannoni e dal suo vice, Marino Andolina, incriminati dal Tribunale di Torino per truffa e associazione a delinquere.

 

Introduce e modera:

Dario Padovan                   Presidente di Pro-Test Italia

Interventi e Testimonianze:

Marco delli Zotti, Comitato Scientifico Pro-Test Italia, Massimiliano Filippi,  Segretario Generale di Federfauna, Giuliano Grignaschi, IRCCS istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Charlotte Kilstrup-Nielsen, Ricercatrice dell’Università dell’Insubria (esperta della sindrome di Pro-Rett), Nadia Malavasi, Presidente onorario Thalidomici Italiani Onlus, Ambra Marelli, Vice-Presidente di Pro-Test Italia, Renato Massa, naturalista, Andrea Menni, Associazione Smaisoli, papà di un ragazzo affetto da SMA, Lucia Monaco, direttore scientifico Telethon, Alessandro Papale, ricercatore IRCCS Ospedale San Raffaele - Milano, Silvia Piol, Comitato Scientifico Pro-Test Italia, Ivan Tavella, Comitato Vita indipendente, affetto da atrofia muscolare, Angelo Troi, Presidente Società Italiana Veterinari Liberi Professionisti (SivelP), Luisella Vitali, Mamma di una bimba affetta dalla sindrome di Pro-Rett, Giulia Volpato, Vice-Presidente associazione Sindrome ECC, affetta da sindrome EEC, Prof. Rolf Zeller - Base Declaration Society- Svizzera

Parteciperà anche, condizioni permettendo, Caterina Simonsen, la giovane affetta da quattro malattie genetiche, oggetto nei mesi scorsi di numerosi insulti e minacce di morte via internet da parte di estremisti animalisti.

Ufficio Stampa Pro-Test Italia

Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.