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Presentati i bandi di ricerca "Uncovering Excellence"

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E’ stato presentato oggi il piano per la ricerca dell'ateneo di Tor Vergarta: “Scovare l'eccellenza”.
La novità del bando è che "i progetti devono essere proposti da almeno tre ricercatori, anche a tempo determinato" dell'ateneo romano.
Tor Vergata affida quindi, la ricerca scientifica ai ricercatori. Professori associati e ordinari dovranno sottostare alle scelte di questi ultimi. Il ricercatore sarà anche il responsabile amministrativo del progetto. 

Per ogni progetto è previsto un finanziamento variabile tra i 10mila e i 25mila euro.
I tre settori  dove si protranno presentare progetti sono: “Life sciences, mathematics, physical sciences, information and communication”, “Engineering, universe and earth sciences” e “Social sciences and humanities” -  avranno rispettivamente a disposizione 200mila, 180mila e 120mila euro.
In totale, mezzo milione di euro per fare progredire la ricerca scientifica italiana.
I progetti saranno valutati da una Commissione esterna composta da due revisori anonimi selezionati da elenco MIUR e/o ANVUR per ciascun progetto., scelti in funzione del settore ERC interessato. I revisori esprimeranno un giudizio sui seguenti criteri:
- innovatività del progetto rispetto allo stato dell'arte;
- chiarezza, credibilità e realizzabilità degli obiettivi;
- competenze dei PI;
- congruità e appropriatezza delle voci di spesa.

Bando di concorso

Sezioni: 
Ricerca italiana

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Cosa si impara smontando un viadotto vecchio cinquant’anni

vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine le operazioni di demolizione del viadotto di Corso Grosseto a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.