fbpx I pascoli dell'Antartide | Page 2 | Scienza in rete

I pascoli dell'Antartide

Primary tabs

Read time: 2 mins

Secondo alcuni ricercatori, milioni di anni fa il clima dell’Antartide era di gran lunga più accogliente di quello attuale, tanto da permettere lo sviluppo di un minimo di vegetazione.

Lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, è stato condotto dal team coordinato da Sarah Feakins (University of Southern California). I ricercatori hanno cercato quanto restava della cera fogliare presente nei carotaggi sedimentari raccolti sul fondo della Ross Ice Shelf, la più estesa barriera ghiacciata dell’Antartide. Poiché da questa cera è possibile risalire al rapporto tra gli isotopi di idrogeno dell’acqua raccolta dalle piante quando erano in vita, può essere utilizzata con successo quale indicatore dei cambiamenti climatici.
L’analisi ha mostrato che tra i 15 e i 20 milioni di anni fa le temperature estive delle coste antartiche erano più elevate di quelle attuali, raggiungendo anche valori superiori ai 7 °C. Poiché anche i livelli di precipitazioni erano superiori a quelli registrati ai nostri giorni, si vede come le condizioni potessero permettere la presenza di vegetazione e persino la crescita – seppure stentata – di alberi.

Il picco di questo momento particolarmente favorevole per l’Antartide si colloca nel medio Miocene, tra i 16,4 e i 15,7 milioni di anni fa. Il ciclo delle precipitazioni e il clima più caldo che caratterizzarono l’emisfero meridionale anche a elevate latitudini fecero sì che le coste dell’Antartide assomigliassero più alle attuali coste Islandesi piuttosto che alle desolate lande desertiche polari che ammiriamo ai nostri giorni.

NASA JPL

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Nuove linee guida alimentari USA: tra “cibo vero” e messaggi contraddittori

Se da un lato il richiamo a consumare meno zuccheri e più cibi freschi possono essere considerati aspetti positivi delle nuove linee guida alimentari degli USA, altri aspetti scientifici e comunicativi sono davvero fuorvianti e pericolosi, come hanno notato diverse fonti accreditate come la Società Italiana di Nutrizione Umana e l'Università di Harvard. Stiamo parlando in particolare della piramide rovesciata, l'invito a dosi eccessive di proteine e l'assenza di considerazioni ambientali e socioeconomiche. 

Il 7 gennaio 2026 il Dipartimento della Salute (HHS) e quello dell’Agricoltura (USDA) statunitensi hanno pubblicato la nuova edizione delle Dietary Guidelines for Americans (DGA) 2025–2030 (https://www.dietaryguidelines.gov), presentandole come un “reset” della politica nutrizionale federale, con uno slogan semplice: “eat real food” (“mangia cibo vero”).