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I pascoli dell'Antartide

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Secondo alcuni ricercatori, milioni di anni fa il clima dell’Antartide era di gran lunga più accogliente di quello attuale, tanto da permettere lo sviluppo di un minimo di vegetazione.

Lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, è stato condotto dal team coordinato da Sarah Feakins (University of Southern California). I ricercatori hanno cercato quanto restava della cera fogliare presente nei carotaggi sedimentari raccolti sul fondo della Ross Ice Shelf, la più estesa barriera ghiacciata dell’Antartide. Poiché da questa cera è possibile risalire al rapporto tra gli isotopi di idrogeno dell’acqua raccolta dalle piante quando erano in vita, può essere utilizzata con successo quale indicatore dei cambiamenti climatici.
L’analisi ha mostrato che tra i 15 e i 20 milioni di anni fa le temperature estive delle coste antartiche erano più elevate di quelle attuali, raggiungendo anche valori superiori ai 7 °C. Poiché anche i livelli di precipitazioni erano superiori a quelli registrati ai nostri giorni, si vede come le condizioni potessero permettere la presenza di vegetazione e persino la crescita – seppure stentata – di alberi.

Il picco di questo momento particolarmente favorevole per l’Antartide si colloca nel medio Miocene, tra i 16,4 e i 15,7 milioni di anni fa. Il ciclo delle precipitazioni e il clima più caldo che caratterizzarono l’emisfero meridionale anche a elevate latitudini fecero sì che le coste dell’Antartide assomigliassero più alle attuali coste Islandesi piuttosto che alle desolate lande desertiche polari che ammiriamo ai nostri giorni.

NASA JPL

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