Un gruppo di ricercatori italiani finanziati da Telethon ha scoperto che il gene RTN2 per il reticulone 2, una proteina importante per assicurare una forma corretta al reticolo endoplasmatico, è coinvolto in una rara malattia neurodegenerativa, la paraplegia spastica ereditaria. Questa condizione, che colpisce una persona ogni 10.000, può manifestarsi in due diverse forme: una pura, caratterizzata da spasticità lentamente progressiva e da debolezza muscolare a carico degli arti inferiori, e una complicata, in cui possono essere presenti anche altri disturbi come anomalie della vista, sordità o ritardo mentale. Il gene appena individuato da Antonio Orlacchio, responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e dai suoi collaboratori, nell’ambito di un’intensa collaborazione multidisciplinare tra importanti centri internazionali, si associa, quando alterato, alla forma pura. «Aver scoperto un nuovo gene responsabile della paraplegia spastica ereditaria ci consentirà d’ora in avanti di diagnosticare con precisione questa forma della malattia a partire dai sintomi clinici e pianificare così gli interventi più adeguati» spiega il ricercatore. «Infine, la proteina codificata dal gene RTN2 potrà rappresentare un bersaglio molecolare per un razionale sviluppo di nuovi farmaci».
Paralisi da reticolo alterato
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L’incredibile e triste storia dei nuovi studi sul vaccino contro l’epatite B

Con il pretesto della Gold Standard Science, il Dipartimento per la Salute diretto da Robert Kennedy intende finanziare con 1,6 milioni di dollari uno studio in Guinea Bissau sulla vaccinazione alla nascita contro il virus dell’epatite B. Procedura in uso negli Stati Uniti dal 1991. L’intento non è quello di aumentare la copertura vaccinale nel Paese africano, ma mettere a confronto un vaccino già noto con l’assenza di vaccino. Con sommo sprezzo dell’etica della ricerca
Partiamo da qui per raccontare una storia lunga, che ancora non si è conclusa.
È il 1991, la commissione per i vaccini dei Centers for Diseases Control (ACIP, Immunization Practices Advisory Committee) consiglia per la popolazione degli Stati Uniti la prima dose di vaccino per il virus dell'epatite B (HBV) alla nascita (che vuol dire entro 24 ore dalla nascita). Le successive due dosi dopo uno e sei mesi.