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Onore alle donne inventrici

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Il 14 giugno saranno rese note le vicincitrici del premio ITWIIN (Italian Women Inventors & Innovators Network), che ha lo scopo di valorizzare competenze, conoscenze, esperienze femminili di eccezionale valore. Il Concorso ITWIIN premia la miglior inventrice e la miglior innovatrice italiane e si rivolge a donne italiane attive in tutti i settori e professioni, di cui intende riconoscere i successi professionali nell' ambito della ricerca, del trasferimento tecnologico e dell'innovazione. Le candidature devono essere presentate entro il 16 Aprile 2011.

I risultati di questo terzo concorso saranno resi noti il 14 giugno 2011 a Torino, al termine di una conferenza dedicata al cammino della donna, dall'Unità d'Italia alla Società della Conoscenza. Tra i partner della manifestazione, Il Politecnico e la Camera di Commercio di Torino. L'edizione 2011 darà 3 diversi premi: il primo, per il design è destinato a donne designer autrici di uno o più modelli con connotati individuali distintivi; il secondo è riservato a scienziate italiane attive negli Stati Uniti, mentre il terzo andrà all'inventrice o all'innovatrice che, tra le concorrenti del Premio ITWIIN, dimostri particolare efficacia comunicativa.

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La salute pubblica comincia dalle piante: la lezione della Xylella

Olivi attaccati dalla Xylella

La vicenda della Xylella in Puglia è stata raccontata soprattutto come un disastro agricolo. Lo è stata: ha colpito milioni di ulivi, compromesso aziende, frantoi, paesaggi ed economie locali. Ma limitarsi a questa lettura rischia di farci perdere la lezione più importante. La Xylella è stata anche una crisi ambientale, sociale e sanitaria. Una crisi One Health, nel senso più concreto del termine. 

Foto di Daniele Urso

Quando nel 2013, nelle campagne del Salento, gli ulivi cominciarono a seccare in modo anomalo, il fenomeno apparve subito inquietante. Le foglie ingiallivano, i rami si disseccavano, intere chiome sembravano prosciugarsi. In un territorio in cui l’ulivo non è soltanto una coltura, ma identità, paesaggio e memoria familiare, la malattia delle piante fu percepita fin dall’inizio come una ferita collettiva.