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Oncotopo sentinella

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Un nuovo topo transgenico, chiamato MITO-LUC, è stato prodotto nei laboratori di ricerca di Oncogenesi Molecolare dell’Istituto Regina Elena (IRE). L’animale è stato ottenuto legando il gene della luciferasi, una proteina prodotta dalle lucciole, a un frammento di DNA del topo che dipende dal fattore di trascrizione NF-Y, proteina strettamente coinvolta nel processo di divisione e moltiplicazione cellulare. I topi-lucciola, sono stati sviluppati dal team guidato da Giulia Piaggio, in collaborazione col Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano. La rivista Molecular Biology of the Cell ha dedicato la copertina del nuovo numero alla descrizione di questo nuovo modello animale.  Già da diversi anni i ricercatori dell’IRE studiano l’attività biologica del fattore di trascrizione NF-Y, questa proteina agisce nel nucleo cellulare ed è attiva solo in cellule proliferanti. Sotto la guida di Paolo Ciana, il gruppo dell’Università di Milano utilizza invece la bioluminescenza per l’osservazione dei processi biologici in modelli animali. Da qui l’idea di usare NF-Y come "indicatore" della divisione cellulare e di rendere la sua attività visibile accoppiandolo a una fonte di luce, la luciferasi di lucciola. Ogni volta che le cellule del topo MITO-LUC vanno in mitosi, producono NF-Y e insieme ad essa la luciferasi.

Le cellule in divisione quindi emettono bioluminescenza, una luce visibile ed apprezzabile dall’esterno semplicemente utilizzando una speciale macchina fotografica in grado di apprezzare la giusta lunghezza d'onda, senza alcun danno per l'animale. Grazie a questo modello si possono osservare le aree del corpo ad elevata proliferazione cellulare, come ad esempio nei tumori, inoltre i “topi lucciola” consentono un efficace monitoraggio a lungo termine dell'attività proliferativa delle cellule, poiché basta fotografare l'animale ad intervalli regolari riducendo così in modo significativo il numero di animali necessari per gli studi. La possibilità di monitorare la crescita cellulare può permettere la messa a punto di nuove terapie sempre più efficaci contro cancro.

Noi pensiamo che i topi MITO-LUC siano un potente strumento per misurare rapidamente e facilmente la proliferazione cellulare in molte applicazioni sperimentali di interesse medico, spiega Giulia Piaggio. Inoltre, sono utili per prevedere, mappare e caratterizzare la tossicità di vecchi e nuovi composti anti proliferativi con grandi implicazioni nel campo oncologico e farmaceutico".  L’animale transgenico MITO-LUC  è attualmente oggetto di una domanda di brevetto internazionale, per tutelarne sia la proprietà intellettuale che lo sviluppo commerciale. Lo studio è stato finanziato dall’AIRC e ai fondi ottenuti con il 5x1000.

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Genetica

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Nell’immagine: Kismet- Rama, CC BY-SA 3.0 FR via Wikimedia Commons
 

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