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Nuovo consorzio europeo

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ApPEC (Astroparticle Physics European Consortium) è il nome del nuovo consorzio europeo per il coordinamento della ricerca in fisica astro particellare in Europa. L’accordo che ne sancisce l’istituzione è stato firmato venerdì 29 giugno a Berlino, da 13 enti ed istituzioni di ricerca europei (altre 7 stanno negoziando la loro entrata nel Consorzio). ApPEC sostituirà il Coordinamento Europeo per la Fisica Astroparticellare - la struttura che dal 2001 riunisce gli enti europei che finanziano la ricerca in fisica delle astroparticelle a livello nazionale, per promuovere e facilitare la cooperazione all’interno della comunità europea di fisici delle astro particelle, in costante aumento - oltre a mettere a disposizione della comunità uno spazio di discussione per il coordinamento della ApP europea.

La variazione di denominazione da Coordinamento a Consorzio non è solo formale, dal momento che segnerà un cambio di marcia sostanziale attraverso una maggiore operatività che il Consorzio potrà garantire facendosi carico sia delle attività svolte dal precedente ApPEC (rimane invariato l’acronimo), sia dal programma europeo ASPERA (European Research Area-Network), il principale riferimento in Europa per la ricerca in fisica delle astroparticelle.

All’interno del consorzio, sarà proprio l’Italia a ricoprire un ruolo di primaria importanza, con l’attribuzione all’INFN del Centro funzionale per le attività di networking scientifico, operativo nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
Il più grande laboratorio sotterraneo a livello internazionale trova in questo modo una conferma di quanto il suo ruolo sarà decisivo – oltre che prestigioso – nelle decisioni e scelte che verranno prese in futuro in merito alla ricerca in questo settore.

I primi obiettivi fissati dall’ApPEC sono:

  • Sviluppare e aggiornare strategie a lungo termine per la ricerca in Fisica delle Astroparticelle, ad esempio attraverso la Roadmap Europea della Fisica astroparticellare;
  • Contribuire alla strategia scientifica europea;
  • Facilitare e rafforzare il coordinamento tra attività nazionali esistenti e in fase di sviluppo;
  • Sviluppare un piano d’azione comune per grandi infrastrutture basato sulla Roadmap Europea in Fisica delle Astroparticelle;
  • Facilitare la convergenza di futuri progetti o infrastrutture su grande scala;
  • Fornire linee guida organizzative per lo sviluppo di progetti o strutture future su grande scala, promuovendo - ad esempio - comitati di revisione delle risorse per progetti di collaborazione internazionale nei quali le agenzie nazionali sono coinvolte;
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Astrofisica

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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

colata detritica a san vito di cadore

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.

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