fbpx Nuova vita per Spitzer | Page 31 | Scienza in rete

Nuova vita per Spitzer

Primary tabs

Read time: 1 min

Il 15 maggio, con l'ultima goccia di elio liquido che raffreddava i suoi circuiti, se n'è andata, purtroppo, anche una bella fetta delle potenzialità del telescopio spaziale infrarosso Spitzer. Il fantastico telescopio, infatti, dovrà rinunciare a due dei suoi più preziosi strumenti osservativi.

Poichè la radiazione infrarossa è sostanzialmente calore, per non interferire con le osservazioni è indispensabile che i rilevatori siano tenuti alla temperatura più bassa possibile. Il sistema criogenico di Spitzer, basato su elio liquido, garantiva una temperatura di -271 °C. Senza elio liquido la temperatura degli strumenti si alzerà di una trentina di gradi, sufficienti a mettere fuori gioco il fotometro multibanda e lo spettrografo infrarosso.

Ma non tutto è perduto. Due rilevatori della Infrared Array Camera (IRAC) operanti nel vicino infrarosso potranno fortunatamente continuare a svolgere il loro lavoro. Ora il telescopio è in standby e ci vorrà qualche settimana per ricalibrare gli strumenti. Poi comincerà per Spitzer una nuova avventura, quella che alla NASA hanno definito "warm mission".

 

Fonte: sito Spitzer

 

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Padri assenti per legge: cosa perdiamo senza congedi più lunghi

mano paterna e piede di neonato

Congedi sbilanciati tra madri e padri producono effetti che vanno oltre il singolo individuo: incidono sullo sviluppo di bambini e bambine, sull’occupazione femminile e sulla natalità. Il coinvolgimento dei padri, ancora tenuti in disparte, in Italia, dalla cura quotidiana dei figli, genera benefici a cascata che non possiamo continuare a ignorare.

«Miglior sviluppo cognitivo, ma soprattutto socio-relazionale: aumentano le competenze sociali, la capacità di stare con gli altri, di interagire, di costruire relazioni». Ecco quali sono i vantaggi per bambini e bambine che, fin dalla nascita, hanno la possibilità di costruire una solida relazione anche con il loro papà, racconta Alessandro Volta, pediatra neonatologo e membro dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP).