fbpx Nucleo terrestre carente d'ossigeno | Page 19 | Scienza in rete

Nucleo terrestre carente d'ossigeno

Primary tabs

Read time: 2 mins

Secondo una ricerca pubblicata su Nature, i dati provenienti da esperimenti di laboratorio indicherebbero che il nucleo esterno del nostro pianeta non sarebbe così ricco di ossigeno come si è ritenuto finora.

L'elemento chimico più abbondante del mantello e della crosta terrestre è senza dubbio l'ossigeno. Questo fatto ha sempre indotto i geologi a ritenere che l'ossigeno potesse essere anche il più abbondante degli elementi “leggeri” che compongono il nucleo esterno, quel guscio fuso composto soprattutto da ferro che avvolge il nucleo solido del nostro pianeta. Supposizione logica e fondata, ma che l'incrocio tra esperimenti di laboratorio, dati sismici e modelli matematici hanno mostrato errata.

Haijun Huang (Wuhan University of Technology – Cina) e i suoi collaboratori, infatti, sono riusciti a riprodurre le condizioni del nucleo esterno e ad analizzare le caratteristiche di alcuni materiali sottoposti a tali condizioni. Colpendo con intense onde d'urto materiali ottenuti da misture di ferro, ossigeno e zolfo in differenti dosi, ne hanno innalzato temperatura e pressione ottenendo fluidi potenzialmente simili a quelli del nucleo esterno; misurando poi la densità di questi fluidi e la velocità del suono attraverso di essi, hanno potuto confrontare il loro comportamento con quello mostrato dal nucleo esterno della Terra in occasione dei terremoti.

La conclusione alla quale è giunto il team di Huang – lo studio è apparso su Nature – è che l'ossigeno non può proprio essere il più abbondante elemento chimico leggero che compone il nucleo esterno. Questa scoperta, sottolineano gli autori, implica che l'ambiente cosmico nel quale sono avvenuti i processi iniziali di accrezione della Terra fosse caratterizzato da una minore ossidazione rispetto a quanto supposto finora, una caratteristica che trova riscontro anche nei più recenti modelli di formazione del nostro pianeta.

Carnegie Institution for Science

Autori: 
Sezioni: 
Geofisica

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

Giorgio Parisi al convegno di Roma

L'intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l'accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell'epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento.

Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.