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Nobel per la Fisica 2011

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Il premio è stato assegnato per metà a Saul Perlmutter e per l'altra metà a Brian P. Schmidt e Adam G. Riess per i loro studi sulle supernovae di Tipo Ia che hanno permesso di scoprire che l'espansione dell'universo è accelerata. Viene dunque riconosciuta al massimo livello l'importanza dei delicati studi sulle supernovae più distanti, scovate a fatica nelle remote profondità del cosmo.

E' dalla fine degli anni '80 che Saul Perlmutter e il suo team - The Supernova Cosmology Project - raccolgono dati riguardanti la luminosità di queste esplosioni stellari. A questo progetto, qualche anno più tardi, si è affiancato quello di Brian Schmidt - The High-z Supernova Search Team - nel quale Adam Riess ha avuto un ruolo cruciale.

L'analisi dei dati ha portato entrambi i gruppi di ricerca a scoprire che le supernovae più lontane erano meno luminose del previsto, indizio che è stato interpretato come una diretta conseguenza dell'esistenza di una accelerazione nell'espansione dell'universo. L'incredibile annuncio dei due team nel 1998 può essere catalogato tra i momenti chiave della moderna cosmologia. E' proprio la necessità di spiegare in qualche modo da dove traesse origine questa misteriosa spinta che ha quasi imposto l'introduzione del concetto di energia oscura, un ingrediente del tutto ignoto che però costituisce quasi i tre quarti dell'intero universo.

Difficile non pensare all'idea della costante cosmologica introdotta a suo tempo da Albert Einstein nelle sue equazioni di campo della Relatività generale per contrastare la gravità e poi rigettata e definita da lui stesso "il mio più grande errore". Le supernovae distanti, però, sembrano raccontarci che quanto Einstein buttò quasi sdegnosamente dalla porta sta precipitosamente rientrando dalla finestra portando con sè la sua immutata carica di mistero.

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