fbpx Il Nobel ai quasicristalli | Page 13 | Scienza in rete

Il Nobel ai quasicristalli

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il Premio Nobel per la Chimica 2011 è stato assegnato a Daniel Shechtman, del Technion – Israel Institute of Technology di Haifa, Israele, «per la scoperta dei quasicristalli», effettuata nel 1982 e che ha un grande interesse sia teorico sia applicativo.

Dal punto di vista teorico la scoperta è innovativa perché individua una nuova classe di materiali solidi: i quasicristalli appunto. Prima i chimici ritenevano che la materia allo stato solido potesse assumere due sole forme: amorfa (come il vetro), con una distribuzione del tutto disordinata degli atomi; o cristallina, con una disposizione altamente ordita e ripetitiva degli atomi. 

Con il microscopio elettronico, Daniel Shechtman ha trovato sostanze solide in cui gli atomi si dispongono in maniera ordinata ma non ripetitiva. Seguendo una regola matematica nota come “rapporto aureo”. Alla base del rapporto c’è la “sequenza di Fibonacci”: una serie costituita da numeri in cui ciascuno è la somma dei due che lo precedono (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89 …). Il rapporto tra questi numeri ha come limite un numero irrazionale (1,6180…). Si veda a questo proposito anche l'articolo "I numeri della natura".

Daniel Shechtman ha dimostrato che questo rapporto, più volte riscontrato in natura, può esistere anche a scala atomica. Come sostiene la Reale Accademia delle Scienze di Stoccolma, è proprio la sequenza di Fibonacci che può spiegare come la scoperta che si è meritata il Premio Nobel per la Chimica 2011 ha modificato la concezione chimica della regolarità dei cristalli.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

elaborazione grafica con foto di Thomas Morgan e Drosophila

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.

La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.