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Niente onda d'urto

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I dati raccolti dal satellite IBEX indicano che, contrariamente a quanto supposto finora, il moto del Sole nel mezzo interstellare non è accompagnato da bow shock, la caratteristica onda d'urto di prua osservata per altre stelle.

La scoperta, pubblicata su Science, è frutto delle ultime accurate rilevazioni della velocità del Sole e dell'intensità del campo magnetico del mezzo interstellare raccolte dal satellite IBEX. Grazie ai dati di questa sonda, lanciata nel 2008 per indagare sulle interazioni che avvengono ai confini più remoti del nostro Sistema solare, David McComas (Southwest Research Institute) e il suo team sono riusciti a stabilire che il Sole e la sua corte si muovono nello spazio interstellare a circa 84 mila chilometri orari, 11 mila in meno di quanto si pensava finora.

Questa velocità più ridotta comporta che quando l'eliosfera interagisce con il mezzo interstellare non si genera un'onda d'urto. La pur elevata velocità del Sole, infatti, deve fare i conti con il campo magnetico interstellare, la cui intensità richiederebbe per la produzione di bow shock una velocità più alta di quella misurata. A differenza di quanto si è sempre pensato, dunque, l'interazione tra eliosfera e mezzo interstellare non produrrebbe un fronte d'urto, ma al massimo un'increspatura simile a quella che si può osservare a prua di una barca in movimento.

La conferma della corretta interpretazione dei dati di IBEX è venuta da due modelli computerizzati indipendenti, uno simulato presso l'University of Alabama di Huntsville e l'altro presso la Moscow State University.

Southwest Research Institute

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Sole

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