fbpx Neuroni da paura | Scienza in rete

Neuroni da paura

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo un recente studio, le forti emozioni come la paura porterebbero a una maggiore produzione di neuroni e questo spiegherebbe come mai le esperienze più intensamente emotive sarebbero più d'ogni altra impresse nella nostra memoria.

Daniela Kaufer (UC Berkeley) e collaboratori hanno individuato come l'amigdala – la parte del cervello che gestisce l'aspetto emotivo negativo, principalmente la paura e l'ansia – è in grado di indurre l'ippocampo a una maggiore produzione di neuroni. L'ippocampo ha un ruolo chiave nella gestione della memoria e i nuovi neuroni prodotti in situazione di paura verrebbero destinati a immagazzinare proprio il ricordo di quella situazione negativa.

Lo studio, pubblicato su Molecular Psychiatry, si fonda sull'osservazione della produzione di nuovi neuroni in gruppi di topi dei quali una parte era stata privata dell'amigdala baso-laterale con un intervento chirurgico oppure attraverso una tecnica genica. Dopo aver sottoposto i topi a situazioni di forte paura, i ricercatori hanno notato come la produzione di nuovi neuroni in risposta a tali situazioni fosse molto più intensa nei topi non privati dell'amigdala.

Secondo i ricercatori, quei nuovi neuroni non avrebbero un ruolo solo nella formazione della memoria, ma sarebbero d'aiuto anche nella creazione di un contesto emozionale della memoria stessa.

UC Berkeley

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Neuroscienze

prossimo articolo

(Ri)guardare ER nel 2026

screenshot dalla sigla di ER Medici in prima linea

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.

Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea

Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.