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Nelle alpi il clima 'industriale'

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Il carotaggio del ghiaccio è una tecnica utilizzata per rintracciare informazioni relative alla storia geologica di uno specifico ambiente, comprese le caratteristiche climatiche. Un team di ricerca nato da una collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca, EV-K2 CNR e PNRA è autore di un progetto finalizzato a reperire informazioni sulle variazioni climatiche intercorse nell’ultimo secolo. Le operazioni saranno condotte presso il Colle del Lys, che fa parte del Gruppo del Monte Rosa, nella zona di confine tra l’Italia e la Svizzera e l’obiettivo principale è recuperare carote di ghiaccio di un diametro pari ad almeno 8 cm e lunghe fino a 120 m, perforando fino alla base del ghiacciaio, a profondità dove si sono conservate le tracce del clima dall’inizio dell’industrializzazione e dello sviluppo delle principali attività antropiche a maggiore impatto sull’ambiente.

Il team di ricerca è coordinato da Valter Maggi del Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio dell'Università di Milano-Bicocca e composto da personale del centro ENEA Brasimone (BO), del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, dal Corpo delle Guide Alpine di Alagna Valsesia (VC) e dalla spedizione EvK2Cnr. I campioni di ghiacci non polari, raccolti nelle ore notturne per garantire il mantenimento delle basse temperature, verranno poi sottoposti a una procedura di stratigrafia, per essere poi analizzati presso i laboratori EuroCold del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del territorio dell’Università di Milano-Bicocca. Le tecniche messe a punto per il progetto, basate su nuovi sistemi di perforazione, potranno poi trovare applicazione sia in Antartide che in altre regioni di alta quota del pianeta. 

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Uno studio su 12,5 milioni di ricercatori e ricercatrici suggerisce che con l’età gli scienziati tendano a diventare meno disruptive, meno inclini cioè a produrre idee capaci di cambiare paradigma. Cresce invece la capacità di integrare e consolidare conoscenze già esistenti. Il fenomeno, definito “Nostalgia Effect”, porta a riflettere su una comunità scientifica sempre più gerontocratica, dove il rischio non è l’irrilevanza dei senior, ma un equilibrio alterato tra innovazione radicale e sedimentazione del sapere.

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