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Nature contro Striscia la notizia

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Non è piaciuto agli esperti consultati da Nature il decreto con cui il governo italiano ha proibito ai ristoratori la detenzione e l’uso di qualunque tipo di additivo per il quale l’Unione europea abbia stabilito un apporto massimo consentito. Unica eccezione, i dolcificanti. Il provvedimento è stato sostenuto dal sottosegretario alla salute Francesca Martini, sollecitata da una campagna di Striscia la notizia mirata contro la cosiddetta “cucina molecolare”.

In realtà, la maggior parte degli ingredienti di questo innovativo modo di cucinare, come l’azoto liquido che ha tanto attirato l’attenzione della trasmissione satirica, non pare verranno interessati dal decreto, che non ha trovato il sostegno neppure di Slow Food. Poiché il divieto non riguarda le aziende, si teme che la sua più immediata conseguenza sarà l’adozione, da pare dei ristoratori, di alimenti  di produzione industriale.

Nature pubblicato online il 16 marzo 2010

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Gastronomia

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La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».