fbpx La mutazione dell'uomo elefante | Scienza in rete

La mutazione dell'uomo elefante

Primary tabs

Read time: 2 mins

Utilizzando le nuove tecniche di sequenziamento di DNA, un gruppo di ricercatori di diversa nazionalità è riuscito a identificare la mutazione associata alla sindrome di Proteo, malattia che determina crescita incontrollata di pelle, ossa e tessuti, spesso accompagnata da tumori, nell'uomo. La mutazione potrebbe spiegare le malformazioni dell'uomo elefante (The Elephant Man), la cui tragica vita nel tardo Ottocento è stata rappresentata a teatro e al cinema.

In passato i genetisti hanno avuto grosse difficoltà a studiare la malattia perché non è ereditabile e colpisce solo alcuni parti del corpo. Già nel 1987 il dermatologo Rudolf Happle aveva ipotizzato che la sindrome di Proteo fosse causata dalla mutazione spontanea di cellule embrionali che determinava lo sviluppo di individui costituiti da un mosaico di cellule normali e mutate.

Oggi Leslie Biesecker e i suoi collaboratori, sequenziando il DNA di tessuti normali e tessuti malati isolati in pazienti affetti dalla malattia, hanno osservato che i tessuti malati si differenziano da quelli sani per la mutazione a una singola base del gene ATK1. Il gene codifica per un enzima coinvolto nella proliferazione cellulare. Gli scienziati hanno inoltre dimostrato che l'attività della proteina ATK è maggiore nelle cellule abnormi rispetto a quelle normali, a conferma che la mutazione identificata è alla base della malattia.

Questo lavoro, pubblicato sul New England Journal of Medicine, rappresenta un importante modello per lo studio di altre malattie genetiche a mosaico.

Lindhurst M.J. Et al. 2011. NEJM

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Silvia, Carmela, Sophie e Rossella: Milano porta in scena la gestazione per altri

M(Other): a teatro il racconto della Gestazione Per Altri come relazione tra individui fondata su scelte e responsabilità condivise, lontana da stereotipi e moralismi. Al centro, il valore dell’ascolto di chi questa esperienza la vive.

Nella foto: Rossella Fava nei panni di Carmela, gestante per altri.

C’è un piccolo teatro, in una piccola via della periferia nord di Milano, che ha scelto di fare qualcosa di grande. Tra il 12 e il 22 febbraio 2026, il Teatro della Cooperativa di Niguarda ha portato in scena M(Other), lo spettacolo di Rossella Fava dedicato alla Gestazione Per Altri (GPA). Renato Sarti, attore, regista e fondatore dell'associazione culturale che gestisce il teatro, ha detto di sì a un progetto a cui Fava si dedicava dal 2019, quando si era imbattuta nel tema quasi per caso.