Sabato 28 settembre, dalle 14.30 alle 18.30, Open Day riservato agli insegnanti e alle loro famiglie, su prenotazione a: [email protected] oppure al numero 02 48555558. Curatori, Responsabili dei laboratori interattivi e tutto lo staff dei Servizi Educativi accompagneranno gli insegnanti e le loro famiglie a conoscere i progetti, le mostre, i percorsi di visita nelle collezioni storiche e le attività nei laboratori. Sarà inoltre possibile incontrare e fare attività insieme a giovani ricercatori ed esperti. L’Open Day si amplia con un incontro speciale nella mattinata di sabato 5 ottobre: un workshop sull’educazione basata sull’indagine, condotto da Fred Stein dell’Institute for Inquiry dell’Exploratorium di San Francisco (su prenotazione fino a esaurimento posti). Il programma dettagliato di tutto l’Open day sarà disponibile all’indirizzo www.museoscienza.org/scuole Iscrizioni aperte fino al 25 settembre. Per tutti i visitatori sabato 28 il Museo sarà aperto secondo le consuete modalità. Il programma delle attività sarà disponibile all’indirizzo www.museoscienza.org/attivita L’Open Day è realizzato nell’ambito del Progetto Dire Fare Scienza.
Museo Leonardo Da Vinci: Open Night e...Open Day
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Vedere le faglie in 3D grazie al machine learning

Un sistema di algoritmi di machine learning permette di ricostruire la geometria tridimensionale delle faglie sismiche a partire solo dalla posizione degli ipocentri, rivelando la loro struttura gerarchica e segmentata. L’approccio, sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II e testato su diverse sequenze sismiche, potrebbe migliorare i modelli di previsione probabilistica operativa dei terremoti. Nell'immagine il palazzo della prefettura a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Credit: TheWiz83/Wikipedia (CC BY-SA 3.0).
Siamo abituati a immaginare le faglie come piani, a separazione di blocchi di roccia che muovendosi l’uno rispetto all’altro generano i terremoti. In realtà, le faglie hanno geometrie molto più complicate. Più che come piani, dovremmo immaginarle come sottili parallelepipedi, strati di roccia con un certo spessore, all’interno dei quali si trovano altre faglie più piccole, e così via in un meccanismo di segmentazione gerarchico.