fbpx Muscoli come fonte di calore | Page 19 | Scienza in rete

Muscoli come fonte di calore

Primary tabs

Read time: 2 mins

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, i muscoli potrebbero svolgere  un ruolo chiave nella regolazione della termogenesi a lungo termine. I mammiferi utilizzano i muscoli per generare calore se esposti al freddo, ma questa tipo di risposta può avvenire solo su brevi periodi. 

Per stress termogenici di lunga durata fanno affidamento sul tessuto adiposo bruno (BAT), che utilizza gli acidi grassi per la produzione di calore. Recenti studi inoltre hanno messo in evidenza che la stimolazione dell’attività termogenetica dell’organismo attraverso la manipolazione della funzionalità del BAT, potrebbe portare a un aumento della spesa energetica e quindi a una riduzione di peso. Muthu Periasamy dell’ Ohio State University  ha dimostrato invece che anche i muscoli svolgono un ruolo determinante nella termogenesi a lungo termine.                      

Per arrivare a questa scoperta, gli scienziati hanno studiato la sarcolipina, una piccola proteina muscolare di membrana che modula la funzione della pompa del calcio Ca-ATPasi anche quando i livelli di calcio intracellulare risultano elevati.

La regolazione continua provoca un conseguente uso di ATP, questo  processo porta alla produzione di calore da parte del muscolo.

Quando a topi privi di sarcolipina viene rimosso chirurgicamente  il tessuto adiposo bruno, muoiono per ipotermia se esposti lungamente a basse temperature. Al contrario, topi con livelli normali di questa proteina ma privi di BAT, riescono a sopravvivere riuscendo a mantenere ottimale la propria temperatura corporea. Anche se lo studio è stato effettuato solo nei topi e BAT non era stato inibito geneticamente, gli autori suggeriscono che il muscolo è importante quanto  BAT nella regolazione della termogenesi. Questi risultati potrebbero essere utilizzati per altri tipi di ricerche, come ad esempio gli studi di targeting dell’obesità.

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Morti di calore: la nuova guida dell'OMS per contrastarle

Mentre giugno 2026 mette in ginocchio mezza Europa con temperature da record, blackout e morti, l'Ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblica la seconda edizione della sua guida sui piani caldo-salute. Un documento che, oltre a fotografare una minaccia ormai strutturale, dice cose molto concrete su come proteggersi: dalle regole per usare il ventilatore al ruolo decisivo del verde urbano e dei pannelli solari sui tetti. E in cui la ricerca italiana ha un peso notevole. Immagine generata con Claude.

L'estate del 2026 non era ancora iniziata da un giorno che già si contavano i morti. Attorno al solstizio un'ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l'Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. La Francia ha toccato il suo record assoluto di sempre, con 44,3 °C a Pissos, nelle Landes; in Portogallo e nel sud della Spagna si sono raggiunti i 42,7 °C; il Regno Unito ha frantumato il primato di caldo per il mese di giugno, fermo dal 1976, sfiorando i 38 °C.