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A Modena un workshop per la prevenzione in ambiente e salute

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Il 14 e 15 maggio prossimi si terrà a Modena un Workshop dal titolo “Environmental Public Health Tracking to Advance Environmental Health”. L’idea nasce a seguito della 25° Conferenza Internazionale dell’ISEE di Basilea nella quale si è tenuto un workshop su “Environmental Public Health Tracking: practical methods for priority setting and evaluation”. In quella occasione si è potuto constatare l’interesse che questo tema suscita a livello internazionale, ma soprattutto è emerso il desiderio di voler condividere esperienze e indicazioni che permettano di sviluppare sistemi di sorveglianza e allerta ambientale. L’obiettivo principale è quello di condividere esperienze e conoscenze che possano essere adattate e applicate nelle diverse realtà economiche, amministrative ed ambientali. In pratica, si vuole definire una modalità applicabile in tutti i contesti.

Saranno definiti diversi gruppi di lavoro interattivi presieduti da esperti internazionali in materia di salute pubblica ambientale.
I gruppi di lavoro si concentreranno su tre temi principali:

• Partnership: strategie, opportunità, strumenti per lo sviluppo di una rete internazionale;

• Scienza e dati: la disponibilità dei dati, indicatori, metodi e formazione;

• Etica e riservatezza: quadri giuridici, i rapporti con l'industria, lo scambio di dati, la riservatezza.

In definitiva si mira a creare una rete internazionale che verrà denominata INPHET (International Network On Public-Health Environmental Tracking).

Per chi fosse interessato a partecipare potrà registrarsi a questo indirizzo, oppure rivolgersi a:

[email protected][email protected]

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.