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A Modena un workshop per la prevenzione in ambiente e salute

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Il 14 e 15 maggio prossimi si terrà a Modena un Workshop dal titolo “Environmental Public Health Tracking to Advance Environmental Health”. L’idea nasce a seguito della 25° Conferenza Internazionale dell’ISEE di Basilea nella quale si è tenuto un workshop su “Environmental Public Health Tracking: practical methods for priority setting and evaluation”. In quella occasione si è potuto constatare l’interesse che questo tema suscita a livello internazionale, ma soprattutto è emerso il desiderio di voler condividere esperienze e indicazioni che permettano di sviluppare sistemi di sorveglianza e allerta ambientale. L’obiettivo principale è quello di condividere esperienze e conoscenze che possano essere adattate e applicate nelle diverse realtà economiche, amministrative ed ambientali. In pratica, si vuole definire una modalità applicabile in tutti i contesti.

Saranno definiti diversi gruppi di lavoro interattivi presieduti da esperti internazionali in materia di salute pubblica ambientale.
I gruppi di lavoro si concentreranno su tre temi principali:

• Partnership: strategie, opportunità, strumenti per lo sviluppo di una rete internazionale;

• Scienza e dati: la disponibilità dei dati, indicatori, metodi e formazione;

• Etica e riservatezza: quadri giuridici, i rapporti con l'industria, lo scambio di dati, la riservatezza.

In definitiva si mira a creare una rete internazionale che verrà denominata INPHET (International Network On Public-Health Environmental Tracking).

Per chi fosse interessato a partecipare potrà registrarsi a questo indirizzo, oppure rivolgersi a:

[email protected][email protected]

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.