fbpx Minerale lunare in Australia | Page 19 | Scienza in rete

Minerale lunare in Australia

Primary tabs

Read time: 1 min

Oltre quarant'anni dopo la sua prima individuazione nelle rocce lunari di Apollo 11, un team di geologi scopre la tranquillityite anche sulla Terra.

Allo strano minerale – uno dei tre individuati nelle rocce lunari dei quali prima d'allora i geologi non sospettavano neppure l'esistenza – venne dato il nome di tranquillityite perchè il campione proveniva dal Mare della Tranquillità, destinazione del primo viaggio dell'uomo sulla Luna nel luglio 1969. Gli altri due – armalcolite e pyroxferroite – vennero scoperti in rocce terrestri già negli anni '70, ma la tranquillityite eludeva ogni caccia, mostrandosi solamente nelle rocce e nei meteoriti lunari.

Esaminando rocce ignee in sei siti dell'Australia Occidentale, il team di geologi coordinato da Birger Rasmussen (Curtin University) è finalmente riuscito a individuare anche sul nostro pianeta le microscopiche tracce dell'elusivo minerale, un ossido composto da ferro, silicio, zirconio, titanio e con piccole tracce di ittrio. Secondo Rasmussen e collaboratori, che hanno annunciato la scoperta sulle pagine di Geology, la tranquillityite avrebbe eluso finora ogni ricerca perché, se sottoposta a elevato riscaldamento e forte pressione, si trasforma facilmente in altri minerali.
I ricercatori ritengono che si tratti di un minerale relativamente diffuso sulla crosta terrestre, seppure in minime quantità, e che potrebbe rivelarsi un importante strumento nella datazione delle rocce che lo contengono.

ScienceNow 

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Geologia

prossimo articolo

Morti di calore: la nuova guida dell'OMS per contrastarle

Mentre giugno 2026 mette in ginocchio mezza Europa con temperature da record, blackout e morti, l'Ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblica la seconda edizione della sua guida sui piani caldo-salute. Un documento che, oltre a fotografare una minaccia ormai strutturale, dice cose molto concrete su come proteggersi: dalle regole per usare il ventilatore al ruolo decisivo del verde urbano e dei pannelli solari sui tetti. E in cui la ricerca italiana ha un peso notevole. Immagine generata con Claude.

L'estate del 2026 non era ancora iniziata da un giorno che già si contavano i morti. Attorno al solstizio un'ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l'Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. La Francia ha toccato il suo record assoluto di sempre, con 44,3 °C a Pissos, nelle Landes; in Portogallo e nel sud della Spagna si sono raggiunti i 42,7 °C; il Regno Unito ha frantumato il primato di caldo per il mese di giugno, fermo dal 1976, sfiorando i 38 °C.