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A Milano maggior consumo europeo

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Il consumo di cocaina nella città di Milano è superiore per un valore tra 5 e 10 volte rispetto a quello misurato in Svezia, Norvegia, Finlandia, Croazia e Repubblica ceca e inferiore di circa la metà a quello misurato in Olanda, belgio, regno Unito e Spagna.
A rilevarlo è uno studio condotto e coordinato dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e l’Istituto Norvegese per la Ricerca sulle Acque (NIVA), in collaborazione con altri gruppi di ricerca di 11 paesi europei coinvolti (Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Croazia, Olanda, Svezia, oltre a Italia e Norvegia).
La ricerca ha utilizzato un metodo innovativo messo a punto qualche anno fa dall’Istituto Mario Negri di Milano al fine di stimare i consumi di droghe nella popolazione, attraverso l’analisi delle acque reflue urbane. Per la prima volta, il metodo è stato applicato su un campione di 19 città europee, rendendo possibile il confronto dei consumi delle principali sostanze stupefacenti. 

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Science of the Total EnvironmentI campioni di acque reflue dei depuratori delle città coinvolte sono stati prelevati simultaneamente per sette giorni consecutivi nel Marzo 2011, per valutare, nello specifico, i consumi di cocaina, amfetamina, metamfetamina, ecstasy e cannabis. I dati ottenuti sono stati poi normalizzati per 1000 abitanti, in modo di poter confrontare i consumi di città di grande estensione, come Londra o Barcellona, con quelli di città più piccole come Umea in Svezia e Turku in Finlandia. 

In Italia è stata studiata la città di Milano, in parallelo con una collaborazione condotta con il “Dipartimento per le Politiche Antidroga” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzata a  realizzare un network di monitoraggio in 17 città italiane (Torino, Milano, Merano, Gorizia, Verona, Bologna, Firenze, Perugia, Terni, Roma, Pescara, Napoli, Bari, Potenza Palermo, Cagliari, Nuoro).
L'andamento medio generale negli ultimi due anni è di calo dei consumi delle sostanze stupefacenti più importanti (cocaina, eroina, metamfetamina con variabilità per la cannabis), mentre nell'ultimo anno si sono evidenziati aumenti di sostanze, anche se a bassa prevalenza d'uso nel nostro paese, quali la ketamina e l'ecstasy. Il consumo di eroina sembra interessare maggiormente il centro Italia, con Perugia capofila (5 dosi/giorno/1000 abitanti) seguito da Roma, Firenze e Terni (3 dosi/giorno/1000 abitanti). I consumi più elevati di cocaina si rilevano invece a Roma e Napoli (7-8 dosi/giorno/1000 abitanti), seguite da Milano, Torino, Firenze e Perugia (5 dosi/giorno/1000 abitanti).

Ettore Zuccato, a capo del laboratorio Tossicologia della Nutrizione del Dipartimento Ambiente e Salute del Mario Negri ha così dichiarato: ”I risultati ottenuti sono nella maggior parte dei casi comparabili ai profili di consumo nazionale riportati nell’ultimo rapporto dell’ “European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction” (EMCDDA). Questo studio evidenzia come la metodologia dell’analisi delle acque reflue sia in grado di fornire stime oggettive ed aggiornate in tempo reale del consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione. Queste stime sono utili a completare le indagini epidemiologiche, per approfondire le conoscenze, sviluppare nuove politiche antidroga e valutare l’efficacia degli interventi attuati”.



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Cocaina

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