fbpx MicroRNA per riparare il cuore | Page 5 | Scienza in rete

MicroRNA per riparare il cuore

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un giorno potrebbe essere possibile guarire completamente un cuore in seguito a un attacco di cuore. Le cellule cardiache perdono la loro capacità di dividersi subito dopo la nascita. Quando alcune di queste cellule muoiono, come per esempio, in seguito a un attacco di cuore, il tessuto morto viene sostituito da quello cicatriziale piuttosto che da nuovo muscolo. Un studio pubblicato su Nature apre però una nuova strada. Mauro Giacca infatti, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste, ha identificato delle molecole che stimolano le cellule cardiache adulte a dividersi e a moltiplicarsi.

Tramite uno screening robotizzato l’équipe di Giacca ha analizzato la funzione di tutti i microRNA codificati dal genoma umano, scoprendo che 40 di questi sono in grado di stimolare la proliferazione delle cellule adulte del cuore. Sono stati indotti attacchi cardiaci, a cui poi venivano iniettati nella zona danneggiata i microRNA.

“Alcuni di questi microRNA, scrivono i ricercatori, sono proprio quelli che sono normalmente attivi durante lo sviluppo embrionale, ovvero quando il cuore si forma, ma la loro funzionalità si spegne immediatamente dopo la nascita”. Dopo due mesi, la dimensione della zona di tessuto colpita dall’infarto era dimezzata, e la capacità del cuore di pompare sangue è significativamente migliorata. Gli microRNA somministrati sono in grado di rimettere in moto la replicazione dei cardiomiociti e quindi stimolare la riparazione del danno non attraverso la formazione di una cicatrice, come normalmente avviene, ma promuovendo la formazione di nuove cellule cardiache. “Saranno necessari ulteriori test su modelli animali più grandi, l’idea è quella di utilizzare nell’uomo microRNA sintetici confezionati nei lipidi inoculati dal cardiologo nel cuore subito dopo l’infarto”, spiega Giacca. Questo tipo di terapia potrebbe essere molto preziosa, anche perché i microRNA non stimolano altri tipi di cellule a dividersi, causando tumori.

Ci sono numerosi esempi in natura, come le salamandre e pesci che utilizzano la stessa modalità per riparare ai danni alle cellule del cuore, stessa modalità che però nel corso dell’evoluzione è andata persa nei mammiferi. 

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.