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Messaggi di testo, un'abitudine che dà dipendenza

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Meglio fare attenzione al tempo speso a maneggiare applicazioni per dispositivi mobili, soprattutto se si hanno problemi di ansia sociale. Il rischio, infatti, è quello di cadere in una effettiva dipendenza, sia pratica che psicologica, compromettendo la capacità di strutturare relazioni sociali al di fuori delle interazioni online, in modo più costruttivo.
A confermare un sospetto legato alla diffusione di strumenti come WhatsApp è uno studio pubblicato su The Social Science Journal, frutto dela lavoro del team di ricerca guidato da Abdullah Sultan, esperto di comportamento e dinamiche dei consumatori presso l’università del Kuwait. Esaminando 552 soggetti fruitori di popolari e diffuse app per la messaggistica, su più del 30% del campione è stato rilevato un dato preoccupante: in solo un'ora l'uso di programmi per produrre e inviare messaggi di testo è stato registrato in 12 (o anche più) momenti. Un comportamento, questo, che può riferirsi a un bisogno di socializzazione, oltre che alla sola utilità pratica di comunicare in tempo reale o cercare svago e informazioni attraverso i canali multimediali. Inoltre, più della metà degli intervistati si dichiara già apertamente 'dipendente' dalle app, o non esclude a priori l'ipotesi di avere questa forma di dipendenza.

Sono due i tratti comportamentali analizzati dai ricercatori, estroversione ed ansia sociale, misurati attraverso un test sottoposto agli studenti universitari che hanno partecipato all'indagine. A queste si aggiungono le informazioni inerenti l'utilizzo degli strumenti e la personale percezione dei propri comportamenti in merito. I due comportamenti risultano essere complementari, facilitando così questa forma di dipendenza: comportamenti estroversi favoriscono l'uso delle applicazioni per comunicare online, mentre le forme di ansia sociale, laddove presenti, mediano e veicolano la scelta di specifiche tecnologie come 'scorciatoia' per rafforzare i rapporti sociali.

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Scienza e società

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.