fbpx Meno metano e carbone | Page 4 | Scienza in rete

Meno metano e carbone

Primary tabs

Read time: 2 mins

Una parte delle misure volte al miglioramento della qualità dell’aria rappresentano uno strumento fondamentale per la mitigazione del riscaldamento del nostro pianeta. Se applicate immediatamente 14 delle 400 strategie di riduzione di Black Carbon e metano, insieme agli interventi di limitazione delle emissioni di anidride carbonica, possono evitare che le temperature superino la soglia dei 2°C, contenere lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico e dell’Himalaya e apportare, infine, non pochi benefici all’agricoltura (un aumento della resa delle colture di 30-150 milioni di tonnellate all’anno).

Questi alcuni dei dati pubblicati su Science, nell’articolo “Simultaneously mitigating near-term climate change and improving human health and food security”, a firma di un team internazionale di scienziati del Joint Research Centre. Dodici i partner coinvolti nello studio, appartenenti a istituzioni del calibro dell’UNEP (United Nations Environment Programme), della NASA (National Aeronautics and Space Administration) e dello Stockholm Environment Institute. Sulla base delle indagini svolte nell’ambito dell’”Integrated Assessment of Black Carbon and Tropospheric Ozone”, realizzato da UNEP e WMO (World Meteorological Organization), gli studiosi hanno realizzato modelli climatici ancora più dettagliati, estendendo l’analisi dell’impatto a livello nazionale e con maggiori informazioni spaziali.

La salute umana è vulnerabile all’esposizione al particolato sottile (PM 2.5) per cui i benefici derivanti da operazioni di riduzione del Black Carbon risultano essere più efficaci di quelle che intervengono sulle emissioni di metano. Applicate da più Paesi, tali strategie possono prevenire fino a 5 milioni di morti premature dovute a inquinamento atmosferico, esito di gran lunga migliore degli interventi su tubercolosi (0,6 milioni) e incidenti stradali (2,1 milioni). Nonostante l’incompletezza dei dati a disposizione, nell’indagine si stima che solo per India e Cina si potrebbero evitare 373.000 morti premature, oltre quelle già ipotizzate.

I benefici legati all’abbattimento delle emissioni di metano, si stima nell’articolo di Science, sono quantificabili in 700 – 5000 dollari per tonnellata, cifra al di sopra dei circa 250 dollari spesi per le stesse misure di riduzione. Si tratta, pertanto, di procedure potenzialmente attuabili su scala internazionale, come il “Clean Development Mechanism” o il “Prototype Methane Financing Facility”.

La breve vita atmosferica di metano e Black Carbon, concludono gli scienziati del JRC, rende le misure di riduzione vincenti, ma nel breve periodo; al contrario, la CO2 persiste in atmosfera molto più a lungo, influenzando il clima anche per secoli, ma difficilmente gli effetti del suo abbattimento arriverebbero prima del 2040.

Shindell D, Kuylenstierna JC, Vignati E, et al. Simultaneously mitigating near-term climate change and improving human health and food security. Science 2012;335:183-9.

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Indice: 
Inquinamento

prossimo articolo

Recuperare il cammino dopo un ictus: la tecnologia al servizio della cura

Una persona che indossa un esoscheletro a fianco di una fisioterapista in un laboratorio di analisi del movimento

Presso il LAMoBiR dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano la riabilitazione delle persone che in seguito a un ictus hanno ridotto la capacità di camminare si basa sullo studio di sistemi che integrano la robotica con la stimolazione elettrica funzionale dei muscoli. In collaborazione con IIT di Genova sono stati realizzati un esoscheletro e un’apparecchiatura per l’elettrostimolazione che offrono vantaggi rispetto a quelli già in uso. I ricercatori invitano le persone colpite dal problema a entrare a far parte dello studio. Immagine realizzata con l'ausilio di Chat GPT.

«Quella mattina mi sono svegliato con un forte mal di testa e ho scoperto di non riuscire a muovere né la mano e la gamba destre, né a parlare». Questa è la testimonianza di Andrea Vianello - noto giornalista della RAI - rilasciata in varie interviste e poi descritta nel libro Ogni parola che sapevo (Mondadori, 2020), in cui racconta il lento e faticoso percorso di recupero seguito all’ictus che lo ha colpito.