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Master online in comunicazione scientifica: come iscriversi

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Formare specialisti della comunicazione scientifica per i media e per le istituzioni. A questo settore professionale è orientato il Master universitario attivato con modalità didattica online dall'Università di Ferrara per l'anno accademico 2013/2014.

Circa 350 studenti hanno già concluso il Master esprimendo una valutazione eccellente, secondo  una recente rilevazione del Consorzio Almalaurea

I corsi sono tenuti da docenti dell’Ateneo di Ferrara o di altre università e da esperti di comunicazione del settore

Tutta l'attività didattica è seguita da un tutor di classe e da tutor di contenuto. Le uniche attività obbligatorie in presenza sono gli esami, che si svolgono esclusivamente durante i week end. Il master offre anche la possibilità di seguire in presenza attività facoltative (seminari, laboratori, conferenze, spettacoli) organizzate anch'esse nei week end in coincidenza con le sessioni di esame.

La quota di iscrizione, da versare in un’unica soluzione, è pari a Euro 2.000,00 (tra le più basse per master di quest’ambito).

Le iscrizioni (con pagamento della quota) sono aperte fino all’11 novembre  2013 e vanno effettuate on line al seguente indirizzo

Il Master è a numero chiuso. Non è prevista alcuna selezione, ma saranno ammessi i primi 45 studenti a formalizzare l’iscrizione.

Il Master sarà attivato previo raggiungimento del numero minimo di 30 iscritti.

Per informazioni: sito Intenet

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Formazione

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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).