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A Luciano Maiani il premio Bruno Pontecorvo

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Luciano Maiani, fisico teorico di altissimo livello, ha ricevuto il prestigioso premio internazionale Bruno Pontecorvo. Il riconoscimento gli è stato attribuito per i suoi eccezionali meriti scientifici nel campo della fisica delle interazioni elettrodeboli e nella fisica dei neutrini.
Il Premio Pontecorvo viene assegnato annualmente dal Joint Institute for Nuclear Research (JINR), la più importante organizzazione internazionale per la ricerca in fisica nucleare e subnucleare con sede nella Federazione Russa.

Nel corso della sua lectio magistralis, seguita alla cerimonia di consegna del premio a Dubna, Maiani ha delineato le prospettive che si aprono per la fisica teorica e sperimentale dopo la scoperta del bosone di Higgs, e ha concluso sottolineando la necessità scientifica di investire in nuove e più potenti macchine acceleratrici, passo imprescindibile per l’avanzamento della conoscenza. Luciano Maiani non solo ha dato contributi fondamentali al progresso della fisica ma ha rivestito anche importanti incarichi istituzionali, come Presidente dell’INFN, Direttore Generale del CERN e Presidente del CNR.

Ufficio Comunicazione INFN

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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.